davidecrociatidibellaria
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                                                                        Bellaria, 14 Giugno 2009

 

                Improvvisazione sul tema del Razzismo

E' vero che il mondo è destinato a diventare una sola cosa, ossia un miscuglio di razze (o meglio, di etnie), usanze e religioni; è vero che gli italiani emigrati all'estero attratti dal miraggio di terre ricche e feconde hanno raggiunto, a volte, in quei posti lontani, non raramente ostili, posizioni sociali di alto livello nonostante gli sforzi iniziali di... adattamento (sforzi spesso sovrumani a giudicare dalle testimonianze di chi ha vissuto quegli anni di sofferenze e di speranze); è giusto parlare di fratellanza tra i popoli e di "razza unica" (quella umana, come diceva il padre della "relatività") al di là della distinzione sintetica di Cuvier tra "bianchi, gialli e neri"; ma se la legittima difesa ha un senso; se è umanamente comprensibile e finanche opportuno difendersi da chi usa violenza a noi e soprattutto alle nostre famiglie; il fatto che si vada naturalmente in una certa direzione non toglie che lungo il difficile percorso ciascuno debba fare la propria parte in termini di autodifesa! Se mostrare l'altra guancia significa aprire la porta senza alcuna resistenza a spacciatori, stupratori, assassini o "ladri" in senso lato, per dirla alla maniera di certi paesi non occidentali, allora il rischio è notevole. Anche se come sempre è opportuno non generalizzare. Anch'io come tanti altri rifiuto l'idea che possa esistere un razzismo in senso stretto: sappiamo fin troppo bene che motivi economici e paura del diverso, di perdere lo "spazio vitale" (senza allusioni), stanno alla base del problema che comunemente definiamo "razzismo" e, se ci pensiamo un attimo, in questo termine possiamo individuare qualcosa di equivoco se non di tendenzioso alla radice... La generosità è certamente una qualità umana, ma caratteristica umana è anche la capacità di usare violenza ai propri simili. Se vogliamo avere una visione del mondo all'insegna d'una ipotetica perfezione, così come nell'arte rinascimentale fiorentina tutto veniva ricondotto, credo, nell'ambito d'una dimensione costruita che i vari Michelangelo e Leonardo utilizzavano come laboratorio spirituale da cui sfornare sublimi capolavori di perfezione estetica, io non ci sto. Preferisco guardarmi allo specchio per cogliere negli occhi riflessi una dimensione animale, per poi dover ammettere che la violenza è di questo mondo, quindi per potermi convincere della necessità di combattere, di lottare, per difendere la cultura religiosa e filosofica d'appartenenza (se è vero che al mondo c'è anche chi è disposto a uccidere e a uccidersi pur di difendere i propri valori!). E' il solito gioco delle parti: comprendiamo che la razza umana è una, ma dobbiamo tutti ricordare che uomo può uccidere uomo, anche per futili motivi. Quindi non mi convince l'idea secondo cui, dato che non è il caso di scomodare i cosiddetti extracomunitari per avere violenza in casa, sia giusto aggiungerne altra aumentandola così in maniera esponenziale! Se davvero tutto è relativo, anche tanti "buonisti" per partito preso dovrebbero avere più coscienza dei limiti umani e della nostra attuale incapacità di controllare masse di disperati che troppo spesso non accettano i valori occidentali, per altro configuratisi faticosamente dopo secoli di indicibili travagli. In prospettiva futura dovremmo lottare non per imporre i valori della nostra cultura a chi appartiene ad altre sfere di conoscenza e sensibilità, ma per continuare a farli conoscere e rispettare, soprattutto in casa nostra e quando alla base di essi c'è il rispetto per la dignità umana. Se compiere legittima difesa non è reato e nulla ha d'immorale, non si vede perché quando arrivano delinquenti in casa Italia li si debba accogliere con un pavido: "prego, accomodatevi..." E non importa se artisti come il brianzolo Verga a modo loro diffondono l'immagine d'un calice amaro di evangelico riferimento (poiché l'indice di certa arte tocca quello delle sfere celesti e ci insegna a non perdere di vista la misera condizione umana) se poi, giustamente, anche il politico più "buonista" reagirebbe con le armi, se necessario, contro pericolosi intrusi pur di difendere figli, consorte e genitori...

Credo che il Sig. Berlusconi avrà il massimo consenso da parte dei "dubbiosi" se sarà in grado di trasmettere a persone giuste la sua eredità (non mi riferisco a quella finanziaria). Ciò che può spaventare è la possibilità che un domani il Berlusconi pensiero e il gran lavoro che egli sta svolgendo, si spera, a beneficio della società (e della sua stessa immagine di uomo concreto ed efficiente) vengano travisati e male utilizzati. Credo che oggi la sinistra dovrebbe guardarsi allo specchio e farsi un esame di coscienza per poter assumere un atteggiamento maschio verso gli elementi fragili che al suo interno compiono sforzi sovrumani per continuare a tenere in piedi cadaveri ideologici. Ciò, anche per poterli meglio tutelare (e non mi riferisco ai cadaveri). Concordo almeno in parte con chi ha detto: "oggi voto Berlusconi perché sono di sinistra"! I paradossi possono nascondere qualche verità... Ormai la gente mal sopporta certe campagne fatte solo di colpi bassi e di denigrazioni sistematiche all'indirizzo di un'unica persona, nonché di intercettazioni selvagge e di azioni investigative che rasentano l'illegalità, soprattutto se finalizzate alla costruzione di una finta coscienza sociale. Questa sinistra avrà anche qualche ragione (del resto chi chi non ne ha?) ma dimostra di avere perso completamente la bussola!  Non voglio ancora credere che, questa sinistra, rappresenti un rifugio per individui infantili che per fobia temono gli "spazi aperti" e che lavorano unicamente per difendere la loro nicchia, magari mossi dall'unica energia del risentimento verso i cambiamenti della storia (che non è fatta solo di esodi biblici!). Non voglio pensarlo, anche se in molti oggi lo temono... In sostanza, ci vuole il coraggio di dire NO a coloro che, arrivando in casa nostra, pretendono di imporci inquietanti valori medievali.
                                                                                                                                                                          Davide Crociati

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