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                                                               Bellaria igea Marina21 Novembre 2020

 

Montessoneria

 

Forse i «complottisti della domenica» non sono che polli allo spiedo regolarmente destinati a soddisfare l'appetito di stomaci molto capaci e mai sazi, e non si chiedono abbastanza come mai certe «rivelazioni» siano consultabili su libri spesso anonimi e (soprattutto) facilmente reperibili per mezzo della selettiva Amazon (per citare una delle multinazionali più discusse e criticate). E fin qui il conto torna. Poi capita di leggere a pagina 179 di «Transevolution» e vi si trova descritta per filo e per segno la situazione attuale. Ovviamente parlo del disastro sanitario ed economico causato dal COVID-19. Piccolo particolare: il saggio è del 2015! Non me ne voglia Daniel se ne stralcio un passaggio che fa accapponare la pelle a un serpente:

Gli autori dello Strategic Trends Report 2007-2036 si sono concentrati a lungo sul tema delle pandemie globali:

«Un virus completamente nuovo, di cui non si conosca la cura, che si diffondesse rapidamente tra la popolazione umana portando gravi conseguenze sul piano sanitario, costituirebbe una minaccia seria per ogni società. Il fenomeno potrebbe poi essere amplificato dalla sempre maggiore concentrazione di popolazione negli ambienti urbani e anche dalla diffusione dei moderni sistemi di trasporto per le masse. Una pandemia di questo tipo sarebbe estremamente difficile da contenere e potrebbe avere effetti catastrofici al di là di quelli immediati sul piano medico; tra questi, non va esclusa nemmeno la possibilità di un collasso dell'economia globale (ormai caratterizzata da un'elevata interdipendenza) con tutte le sue complesse reti di relazioni intersecate (...)».

Vorrei ribadire che si tratta di un saggio del 2015, più o meno l'anno in cui la trasmissione «Leonardo» (Rai 3) lanciava un servizio su «pericolosi virus creati in Cina», esattamente a Wuhan! Mi chiedo se anche il colto intellettuale Eraldo Baldini non abbia scritto «Il fango, la fame e la peste – clima, carestie ed epidemie in Romagna nel medioevo e nell'età moderna» (2018), nonché il romanzo «La palude dei fuochi erranti» (2019), sull'onda di una percezione collettiva e sotterranea che «qualcosa di particolare» sarebbe potuto accadere di lì a poco. Lo stesso Baldini, intervenuto a Bellaria per presentare il nuovo saggio scritto a quattro mani con Aurora Bedeschi, pronunciò una frase che mi è rimasta impressa: «Non dobbiamo chiederci se ma quando scoppieranno altre epidemie» (parole non testuali). Per non parlare della «nobile» battuta (non recente) di Filippo Mountbatten che vorrebbe essere un virus letale per eliminare la sovrappopolazione, o dell'episodio assai inquietante riportato da Mario Giordano a pagina 11 e seguenti del suo «Sciacalli». Infine (si fa per dire), per non scomodare la ben nota «profezia» di Bill Gates sul «virus che ucciderà 10 milioni di persone». Poiché non sono mai stato un credulone non nego possa trattarsi di una combinazione. Ma l'anno, perbacco, è ancora una volta il 2015!

Siccome non è nella mia indole dar credito a storielle di fate e folletti, non posso che chiedermi se per caso il fenomeno del complottismo sia stato creato ad hoc da chi ha interesse a... manipolare le coscienze facendo così rientrare dalla finestra ciò che il «pensiero razionale» ha voluto cacciare dalla porta! Se così non fosse, resterebbe un dilemma non meno impegnativo: chi lo dice che il fenomeno non sia espressione di un disegno bifronte (allora sì diabolico), in linea con la doppiezza orwelliana tipicamente gnostica, che vede il demonio nel Dio cristiano, ovvero nel riconoscimento del peccato e nella forza dell'assoluzione mai giustificativa?... In sostanza, secondo questa tesi ardita ma non troppo, i poteri forti identificati con l'alta massoneria internazionale utilizzerebbero una sostanza a loro nociva per metterne in ridicolo i diffusori, nel migliore dei casi additandoli come ingenui sognatori, nel peggiore dei casi quali autentici farabutti d'ispirazione nazista. Senza dimenticare che gli Stati Uniti concessero l'immunità a personaggi, se non così diversi da Ribbentrop, sicuramente più utili di lui alla causa dei poteri invisibili...

Esiste anche una terza via: come scartare l'ipotesi che si tratti soltanto di business editoriale? Spesso le verità andrebbero cercate dove nessuno le vuole, poiché in genere si preferisce immaginare l'esistenza di tortuosi cunicoli sotterranei in luogo di spazi aperti privi di fascino e mistero (non si spiegherebbero i successi di Dan Brown e di Umberto Eco). Eppure... esistono «fatti» inconfutabili poiché ben documentati: si ha conoscenza di nomi, circostanze, verbali di conferenze internazionali (comprese quelle tenutesi all'ONU e quindi alla luce del sole), simboli che sembrano parlare a viva voce e che lasciano dubbi persino nei più ottimisti sostenitori di un mondo arcobaleno dal futuro radioso. Staremo a vedere... Per ora, da Orwell a Bill Gates, dai fratellini Huxley a Filippo Mountbatten alla rossa Rai 3, col rafforzamento di non poche analogie con il passato, abbiamo scoperto schiere di «profeti» che ne hanno azzeccata una più del diavolo! Autentici visionari o consapevoli furbacchioni? Propendo per la seconda ipotesi. Perché, eventuali lettori di queste misere pagine, non serve neppure sapere con certezza se dietro le quinte del grande palcoscenico mondiale ci siano «entità» capaci di fare il bello e il cattivo tempo (e ci sono!). Basta vedere ciò che succede e come succede: la droga fa malissimo, sta uccidendo l'anima delle nuove generazioni, ma gli Stati non solo non fanno di tutto per cercare di ostacolare i traffici criminali di stupefacenti, se necessario anche in maniera brutale, ma sembrano anzi voler imporre al DNA dell'«uomo nuovo» sostanze capaci di annichilirlo sino a renderlo inoffensivo e manipolabile. Penso alla rivista «Foreign Policy» («Politica Estera»), definita «autorevole» forse in quanto proprietà della Carnegie Endowment for international Peace (e oggi del The Washington Post), che tra i suoi finanziatori conta le solite Fondazioni Rockefeller e personaggi conosciuti a livello internazionale, nonché membri del Bildelberg. Come gli Agnelli. Inoltre gode della collaborazione di «mondialisti» di spicco che trattano temi «nobili» come il disarmo planetario, l'aborto facile e, appunto, la legalizzazione delle droghe! Si dice che anche la potente Fondazione Ford persegua gli stessi fini e non è il caso di fare troppi commenti! Se allora le cose stanno così, si comprende meglio la situazione attuale: chi parteggia per la droga libera non vuole un mondo salubre, né vuole una società che sappia riscoprire la bellezza in tutte le sue forme. Forse solo i nativi digitali non hanno ancora capito che il cattivo gusto sta dilagando in ogni ambito e sotto varie forme, rappresentando una porta d'accesso a qualcosa di peggio. E se al peggio non c'è fine, c'è chi non bada a spese per alimentare le strategie che mirano a rendere l'essere umano antipatico a se stesso. Ne è prova la proposta del Comune di Cinisello Balsamo (vedi l'articolo di Silvia Santarelli su il Resto del Carlino di Sabato 21 Novembre 2020) che «ha omaggiato il trapper Sfera Ebbasta intitolandogli una piazza ventiquattr'ore prima dell'uscita del nuovo album (...). Nel centro dell'hinterland milanese è spuntata una targa con scritto «Piazza Gionata Boschetti in arte Sfera Ebbasta». Una targa permanente, in un luogo centrale della cittadina, che si riconferma un luogo di riferimento per i giovani e per la musica». A parte la dubbia qualità del personaggio, l'iniziativa non è piaciuta per niente ai familiari delle vittime di Corinaldo. Ovviamente. Del resto gli «obesi» del pianeta sono nella condizione di arricchirsi all'infinito stampando moneta e riciclando denaro di provenienza misteriosa, col quale possono comprare o costruire artificialmente «nuovi valori» infettando quelli tradizionali. E trovano facilmente chi, da una posizione più bassa della «piramide», per convenienza personale o per altri motivi, sia disposto a raccogliere certi stimoli. Oggi i segnali che indicano la direzione sbagliata verso cui stiamo galoppando ad ampie falcate a causa della globalizzazione sono talmente tanti che neppure vi facciamo caso! A proposito di globalizzazione, tra i «cavalli di Troia» ai quali è assicurata la libera circolazione delle merci e delle persone annoveriamo le multinazionali, le quali hanno stretto un'alleanza con la sinistra progressista ma rappresentano autentiche sciagure per le piccole aziende, vera spina dorsale dell'economia italiana, che rischiano la chiusura o che sono costrette a vendere a prezzi ridicoli. Non si può negare che tra la giungla e il mercato libero esiste ben poca differenza: chi nella vita ha il vantaggio di essere bravo in qualcosa e ha la fortuna e/o la possibilità di ottimizzare le proprie qualità tecniche o qualche privilegio ereditato, non pone freni all'egoismo e dimentica facilmente che prima o poi verremo tutti riaccolti nel «luogo di provenienza». In fondo il liberomercatista mostra gli stessi limiti del bigotto sottomesso: entrambi, alle due estremità, non colgono la forza dei contrappesi che sono la più autentica espressione dell'intelligenza umana (questa almeno è la mia opinione). Non sono mai stato un assiduo frequentatore di chiese o luoghi sacri, ma oggi più che mai comprendo l'importanza della qualità dei pensieri che lasciamo sviluppare nella mente, nonché l'importanza dei filtri prodotti dalla mente stessa che impediscono all'animale che è in noi di prevalere sull'uomo che potrebbe esserci in tutti. Filtri che oggi qualcuno sta cercando di eliminare di sana pianta con la scusa infame del «progresso inarrestabile». Siamo quindi arrivati al punto in cui dobbiamo decidere che cosa vogliamo essere: la guerra in atto non riguarda solo la finanza poiché è anche di natura religiosa, o semplicemente filosofica (non fa molta differenza).

A proposito dei «complotti che non esistono», se non nella mente malata di inguaribili sognatori, nel contesto drammatico in cui ci troviamo lo Stato italiano rischia di dover restituire la propria sovranità a quella massoneria internazionale che volle favorirla allo scopo di costituire un solido territorio laico attorno a San Pietro, per stringerlo in una morsa ed eroderlo dall'interno. Non dimentichiamo che Garibaldi definiva Pio IX «un metro cubo di sterco»! Forse l'Eroe dei due mondi proverebbe ammirazione per Bergoglio e per la sua «azione distruttiva» all'interno della Chiesa. Ma la storia umana è a digestione lenta e per capire con maggiore chiarezza ciò che sta succedendo ci vorrà del tempo.

E per meglio comprendere la mentalità che da sempre corre in certi ambienti vale citare Annie Besant: «Ogni guerra concorre ad uno scopo definito, e quando una nazione assale un'altra e la sottomette, questa conquista è utile sia ai vincitori che ai vinti... Tutte queste conquiste, queste guerre fra nazioni, fra razze, fanno parte del Grande Piano». Così si espresse la nota Sacerdotessa della Teosofia, dottrina professata anche da Maria Montessori, a sua volta interna ai poteri occulti. Ora lasciatemi coniare un termine che certo non ha l'eleganza di «petaloso»: la «Montessoneria» è un fenomeno inquietante poiché penetra negli ambienti sacri dell'educazione recando con sé l'idea che i propri figli abbiano meno valore di quelli altrui. Com'è noto, infatti, non avendo la celebre pedagogista avuto cura del proprio bambino, lei per prima non è stata un buon esempio! Con tanti saluti alle fantastiche «mille lire». Il pensiero non può che andare a Bibbiano e sento correre un brivido sulla schiena...

Oltre ad Annie Besant un altro personaggio non poco equivoco, pur nella sua genialità, si espresse nel modo seguente: «La guerra è il sintomo di una rivoluzione mondiale dalla quale, in una forma o nell'altra, non si può sfuggire (…). Dietro la guerra vi è qualcosa d'altro che si profila, qualcosa di anche più grandioso della guerra. Questo qualcosa è nientemeno che una trasformazione mondiale e per trasformazione mondiale io intendo un processo di radicale cambiamento nel quale la storia evolve molto più rapidamente del solito.» (passaggio tratto da «Tempo della rivoluzione» di Julian Huxley, fratello di Aldous e primo direttore dell'UNESCO, noto per i suoi studi finalizzati alla rifondazione della teoria genetica all'interno della «logica» darwiniana. Tutto un programma!).

Dopo questo breve viaggio all'interno dei guai planetari torniamo per un attimo al «virus» il cui ingresso nelle nostre vite è stato così ben previsto da Bill Gates, da Rai 3, da Baldini e persino auspicato da quel Mountbatten il cui zio materno, Lord Louis Montbatten, faceva parte, con l'amante di Hitler, alcuni agenti segreti e lo stesso Aldous Huxley, della Golden Dawn dietro cui si annidavano i cosiddetti «Figli del Sole», da qualcuno definiti membri di una comunità «perversa e bohémien» di rampolli della nobiltà britannica. Daniel Estulin ci ricorda che «i Mountbatten erano i principali scopritori di talenti del Nuovo Mondo e agivano in base ai progetti culturali della Tavola Rotonda. Lord Louis era la figura più eminente, responsabile dello sviluppo delle applicazioni dell'industria elettronica per il cinema e i mezzi di comunicazione, che si stavano diffondendo – precisa Estulin – al fine di ottenere il controllo sociale». Tengo a ricordare che tra i numerosi presunti «complottisti», cioè tra coloro che attribuiscono a un'oligarchia mondialista (cui ha fatto cenno lo stesso Bergoglio!) molte responsabilità rispetto alla deriva che hanno preso le società occidentali e non solo, possiamo annoverare personaggi come Alessandro Meluzzi, Magdi Allam, Diego Fusaro, Paolo Barnard, i conduttori di «Radio Radio», lo stesso Giulio Tremonti (che oltretutto è il presidente di Aspen Institute per l'Italia, «associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro, caratterizzata dall'approfondimento, la discussione, lo scambio di informazioni, conoscenze e valori». O almeno così viene ufficialmente descritta): è veramente ingiustificata la loro e la nostra preoccupazione? Se appena volgiamo lo sguardo indietro nel tempo ci rendiamo conto che la storia umana è costellata di inganni, sotterfugi, complotti e congiure alla «Idi di marzo», nonché di guerre e stragi di massa come il bombardamento di Dresda e la catastrofe di Nagasaki, «città posta sul 33° parallelo, strategicamente poco significativa ma con il massimo numero di cittadini convertiti al cattolicesimo»...

Per concludere. «Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio», diceva Giulio Andreotti. Quindi, se è giusto ringraziare le industrie farmaceutiche per la loro attività volta a garantire o a favorire la guarigione da tante malattie, non possiamo dimenticare le numerose speculazioni messe in atto dai produttori di farmaci a danno dei cittadini ignari. E quando si parla di scienza non possiamo dimenticare l'uso che se n'è è fatto al servizio dei peggiori dittatori e di uomini nobili solo nell'aspetto. Parafrasando il mitico Ernesto Calindri: «non basta la parola». Non basta dire sanità, poiché i «Santa Rita» gettano un'ombra di sospetto sulla gestione umana in qualsiasi ambito: sulla scuola (asili dell'orrore dai nomi fiabeschi), sulla politica (arresti per mafia o per traffici illeciti), sulla musica al servizio delle multinazionali della droga, sullo sport (doping, calcioscommesse), sulla giustizia lottizzata e corrotta e via dicendo. L'esperienza umana di lungo corso insegna che nulla e nessuno può sottrarsi al dubbio e che il progresso scientifico e tecnologico può aumentare di molto il rischio che mani sbagliate possano impossessarsi di un potere esorbitante con conseguenze catastrofiche per l'intera umanità. Fidarsi è bene. Tuttavia...

 

                                                                        Davide Crociati

 

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