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                                                            Bellaria Igea Marina, 28 Dicembre 2018

 

La mia lettura del rock satanico

 

Questa mia riflessione intorno a certa musica non vuole essere un messaggio purista, dal momento che per primo provo un certo fastidio e una forte inquietudine di fronte a qualsiasi forma di rigido moralismo fine a se stesso o di perbenismo ipocrita il cui fine sia quello di erigere barriere protettive intorno a una visione troppo circoscritta del mondo e delle cose. Parto piuttosto dalla certezza che chiunque abbia sviluppato abitudini insane, non per questo è autorizzato a trasmetterle agli altri per mascherare le proprie fragilità: non sarebbe buona cosa se un medico fumatore dicesse ai propri pazienti che le sigarette non fanno poi così male. Del resto non è detto che un medico super-fumatore sia automaticamente un pessimo terapeuta. A volte è esattamente il contrario! Penso invece che le esperienze negative possano essere convertite in qualcosa di utile a favore della collettività nel momento in cui riflettere sulle debolezze che hanno portato a sviluppare quelle esperienze può servire a mettere in guardia dall'assumere cattive e pericolose abitudini.

In tanti si chiederanno se è proprio vero che i danni individuali e collettivi prodotti dalle follie adolescenziali siano destinati a svanire come neve al sole nel momento in cui verrà raggiunta un'età più adulta. Resta il fatto che molti maggiorenni sono tali solo sulla carta, poiché, per svariati motivi, a trent'anni esistono individui che non mostrano di avere quel grado di maturità che in altri tempi, bene o male, caratterizzava i poco più che ventenni. Non fosse che per questioni legate all'aspettativa di vita e alle durezze imposte dalla vita stessa. A riprova del fatto che l'aumento dell'aspettativa di vita si traduce in una esistenza più lunga ma anche più diluita, proviamo a pensare per un attimo all'immensa mole di lavoro prodotto da Mozart o da Beethoven!

Parlando di immaturità, non è solo mia convinzione che gli allora sessantottini più attivi abbiano mantenuto una mentalità circoscritta e drogata dalle utopie di quegli anni baciati dal boom economico, messo in moto dal cosiddetto “piano Marshall” (infatti, è difficile dubitare che i contributi americani abbiano svolto un ruolo fondamentale nell'attivazione della ripresa economica in Europa e in Italia, in seguito sostenuta dall'Europa stessa). Sono stati anni di costumi decisamente facili, di ingenuità travestita da sincerità, di musica popolare dilagante che, con la scusa del pacifismo a tutti i costi, si è rivelta sempre più uno strumento politicamente di parte o, peggio, di oscuri quanto insani poteri economici (basti pensare alle multinazionali della droga collegate alla massoneria internazionale). Ma certamente le conseguenze negative che ancora stiamo pagando non sono legate alle vere conquiste sociali di mezzo secolo fa bensì a una visione del mondo a esse opportunisticamente appiccicata, alle cui fondamenta c'era e c'è un concetto ambiguo di libertà e di peccato.

Se vogliamo parlare di droga e di altre forme di assuefazione, per esempio, rinvio alla lettura di “Droghe e dipendenze” (cocaina, crack, eroina, ecstasy, cannabis, LSD, alcool, tabacco, sesso, gioco d'azzardo): intervista ad Andrea Muccioli e a Elvira Petrozzi (Boroli Editore). Senza dimenticare che di recente il Consiglio superiore di sanità si è espresso affermativamente circa pericolosità di tutte le droghe, comprese quelle cosiddette leggere. Ho fatto questa premessa poiché non si può negare che certa musica abbia avuto ed abbia tuttora un legame pressoché simbiotico col mondo degli stupefacenti e che faccia leva non tanto sull'intelligenza e sulla conoscenza quanto sugli istinti primordiali della natura umana, non dimenticando che la natura stessa ci ha dotati anche di capacità razionali senza le quali saremmo condizionati dalle peggiori pulsioni! Infatti c'è tanta musica per comprendere e apprezzare la quale è necessario attivare qualità umane di prim'ordine.

Credo sia del tutto legittimo chiedersi come mai alcuni cantanti continuino a invitare apertamente l'ascoltatore a uccidersi, dicendo che “il mondo fa schifo” e che “non vale la pena di restare su questa Terra” (affermazioni, queste, che non possono non richiamare alla mente la regola n.13 del macabro gioco conosciuto come Blue Whale, ossia Balena Blu: “Ascoltate la musica che vi inviano i curatori”. Oggi qualcuno sta cercando di far passare per fake news questo fatto della Blu Whale, ma se chi lo dice avesse ragione il problema si sposterebbe immancabilmente verso il sistema dell'informazione in Italia e nel mondo, poiché parla di un fenomeno che si dice abbia avuto origine in Russia...). “Le mie possono sembrare riflessioni degne di un bacchettone, sennonché bacchettone lo è senz'altro chi ancora oggi vede nel rock e nei suoi derivati un totem di fronte al quale doversi prostrare acriticamente. Si ricordi che la più importante organizzazione americana contro le “brutture” del rock era totalmente laica. Della PMRC hanno fatto parte la moglie scrittrice e attivista di Albert Gore e Susan Baker, consorte dell'allora Segretario del Tesoro James Baker. Tra le altre cose, la PMRC inviò una lettera all'Associazione americana dell'industria discografica per denunciare la quasi ossessiva produzione di dischi inneggianti alla violenza, all'alcol e alla droga” (questo passaggio è tratto da una mia precedente riflessione).

Qualcuno potrebbe obiettare che demandare a certa musica il compito di incanalare le tensioni degli adolescenti e perfino di tanti adulti, immaturi e/o insoddisfatti della propria vita, sia un'operazione opportuna se non addirittura “caritatevole”. Sennonché le conseguenze di cotanta “filantropia” sono sotto gli occhi di tutti o di chi vuol vedere... Nonostante tutto voglio credere che nel ventunesimo secolo ciascuno sappia rendersi conto che la cosiddetta “musica satanista” non nasce dalla volontà del demonio inteso come entità reale quanto, piuttosto, ma ancor più pericolosamente, dal desiderio di rivalsa nei confronti di un mondo, quello della cosiddetta normalità, di cui a volte non si riesce a far parte pur desiderandolo intimamente. La musica degli insoddisfatti diventa così una bandiera per rancorosi, sfortunati e furbi senza scrupoli. Resta il fatto che in troppi casi dal gioco della contrapposizione, che tra l'altro si esprime attraverso suoni distorti, ritmi ossessivi e decibel ben al di sopra della soglia di sopportabilità, prende corpo una sottocultura alternativa (a quella che fa leva sul bello e sulle qualità intellettive) che in troppi casi rischia di degenerare in qualche forma di depressione distruttiva o autodistruttiva. Ma in ultima analisi credo che il vero rischio sia un altro. Nel momento in cui una società ritiene opportuno far finta di nulla, tollerando ogni forma di istigazione al male (ossia a tutto ciò che nuoce all'essere umano) è portata a estendere questa tolleranza a ogni ambito della vita collettiva, cosicché un po' alla volta le metastasi invadono tutto il tessuto sociale. E in fondo è proprio ciò che da tempo sta accadendo. Vale la pena ricordare che la musica non è affatto un passatempo innocente se è vero che spesso la “guerra culturale”, strisciante e invasiva come certe malattie, precede quella ben più cruenta e distruttiva delle bombe!

Per chi afferma che “in fondo si tratta solo di musica”  la contraddizione è dietro l'angolo: da una parte, con l'aiuto di schiere di psicologi, si cerca in tutti i modi di evitare che i giovani interiorizzino il male e la sofferenza, ma poi con incredibile leggerezza si consente loro di entrare in un rapporto simbiotico con personaggi che istigano alla violenza in tutte le sue forme! Mi limiterò a pochi esempi, anche se sarebbe davvero il caso di riportarne molti altri. Le parti in corsivo sono tratte per lo più da “Satanismo e musica rock” (reperibile su internet). Alcuni passaggi sono invece tratti dal solito "docilissimo" Wikipedia o da altre fonti che via via indicherò.

 

1-Aleister Crowley: “Fai ciò che vuoi”. Praticamente un invito a godere la vita senza limiti o regole morali, nella continua ricerca della soddisfazione personale e del piacere egoistico. Insomma, una "vita spericolata"...

2-Gruppo musicale danese Mercyful Fate: “Io bacerò il caprone e giuro di dedicarmi mente, corpo ed anima, senza riserve, per promuovere i piani del nostro signore Satana”. Ovviamente non è necessario scomodare il Satana di biblica memoria poiché è suffciente quello simbolico che incarna la volontà di fare cose malvagie che possono nuocere all'uomo, come già si è detto.

3-Un noto gruppo finlandese ha scelto di chiamarsi Impaled Nazarene (Il Nazareno Impalato). Anche in questo caso la religione c'entra ben poco poiché ancora una volta essa viene utilizzata come porta di accesso al mondo del male, ossia della trasgressione distruttiva e/o autodistruttiva.

4-Ozzy Osbourne: “Suicide solution” (la soluzione del suicidio). È il titolo di una canzone al cui interno si può trovare un messaggio seminascosto che invita l'ascoltatore a spararsi con una pistola. Da qualche parte ho letto di un esperimento fatto in un supermercato (credo americano): un messaggio subliminale invitava i clienti ad acquistare un determinato prodotto, la cui vendita pare sia aumentata in maniera significativa! Del resto, ci siamo chiesti come mai anni fa vietarono i messaggi subliminali nella televisione italiana? La questione dei "messaggi massonici", poi, meriterebbe bel altre riflessioni...

La storia del rock è piena zeppa di nefandezze ben peggiori di quelle appena accennate.

Qualcuno dice che “il rock vive del mito dell'antieroe e del perdente e potrebbe essere la colonna sonora del mondo in frantumi che ci circonda”.

 

Pier Paolo Pasolini era consapevole della tragica mutazione antropologica che la perdita di senso della tradizione aveva indotto nelle giovani generazioni degli anni '70, e che, pur essendo compiuta in nome di una emancipazione rivoluzionaria, era in realtà pilotata da quella stessa cultura radical borghese cui ci si voleva contrapporre:

 

O generazione sfortunata, /

arriverai alla mezza età e poi alla vecchiaia /

senza aver goduto ciò che avevi diritto di godere /

e che non si gode senza ansia e umiltà /

e così capirai di aver servito il mondo /

contro cui con zelo “portasti avanti la lotta”: /

era esso che voleva gettar discredito sopra la storia - la sua; /

era esso che voleva far piazza pulita del passato - il suo; /

oh generazione sfortunata, e tu obbedisti disobbedendo!

 

                                                           Pier Paolo Pasolini

 

Poiché non si parla mai abbastanza seriamente di musica, in senso sia positivo che negativo, di seguito voglio riportare altri esempi di come il rock e certi suoi derivati abbiano rappresentato e rappresentano una reazione scomposta a un malessere sociale diffuso che il mercato liberista, la cui pretesa è quella di annullare ogni principio morale in nome del facile guadagno, ha alimentato ad arte e ha incanalato a suo uso e consumo. Ma procediamo con altri esempi.

 

5-Fayne Pridgon, ragazza di Jimmy Hendrix, ha dichiarato in un'intervista: “Hendrix parlava continuamente di un diavolo o qualcosa che era dentro di lui. Non sapeva spiegare che cosa lo spingesse a comportarsi come faceva, a dire o cantare determinate cose... era qualcosa che usciva da lui spontaneamente. Forse era tanto tormentato e così sconvolto interiormente perché era posseduto da qualcosa di realmente malvagio”. Che dite, forse forse era l'effetto delle droghe?...

6-Keith Richards dei Rollin Stones disse: “Le nostre canzoni derivano dall'ispirazione, come in una seduta spiritica”. Il gruppo di cui faceva parte Keith Richard fu contattato da una chiesa satanista (Process Churc) che aveva chiesto anche la collaborazione dei Beatles, e fu introdotto all'occultismo da Kenneth Anger, un sacerdote satanista, seguace ed “erede spirituale” di Crowley, e amico di Anton La Vey, l'autore della “bibbia satanica” e capo della chiesa di Satana”.

 

Pur provando una certa pena per personaggi che il solito mercato senza scrupoli cerca in tutti i modi di far passare per artisti, utilizzando come concime l'ingenuità di tanti e l'idiozia di troppi sedicenti esperti vestiti da arlecchino, non posso non proseguire lungo il percorso intrapreso aggiungendo altri esempi. Lo faccio precisando una volta di più, freudianamente, che il gioco della religione a uso degli sprovveduti non rappresenta un problema in sé quanto piuttosto una chiave di accesso al mondo della trasgressione, in senso lato, e quindi del sesso libero: quel sesso che altrimenti sarebbe precluso a molti poiché nel “mondo della normalità” è abbastanza chiaro che i figli mal sopportati hanno rappresentato e rappresentano un lato debole delle famiglie e delle società occidentali. Si è quindi dovuta costruire una morale di cinta a difesa di questa scomoda verità. Tale rocca difensiva è stata ed è ripetutamente attaccata utilizzando il cavallo di troia del degrado travestito da arte.

 

In uno dei dischi più famosi della storia del rock: “Sergent Pepper's Lonely Hearts Club Band” dei Beatles (1967), sulla copertina dell'album compaiono tanti personaggi noti: Karl Marx, Stanlio e Ollio, Marlon Brando, Bob Dylan ed altri. Il batterista Ringo Starr, all'epoca, dichiarò: “Abbiamo pensato di raggruppare i volti delle persone che amiamo ed ammiriamo”. Tra questi, in alto a sinistra, spicca l'immagine dell'occultista inglese Aleister Crowley (e partendo da questo nome potremmo aprire una porticina - o un portone! - sul vasto e inquietante mondo della massoneria internazionale...).

 

Figura assai controversa, è considerato il fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo. Uomo di vasta cultura, è considerato una figura chiave nella storia dei nuovi movimenti magici. A Crowley è attribuito il maggior tentativo di creare una «religione magica» per l'epoca contemporanea e la sua influenza sul coevo ambiente magico è stata fondamentale”. (da Internet)

 

7-Ono, vedova di John Lennon, ha dichiarato in un'intervista: “Loro (i Beatles) erano come medium. In diversi lavori musicali non sapevano quello che dicevano, erano come degli strumenti utilizzati da qualcun altro”.

John Lennon e sua moglie Yoko Ono erano convinti praticanti dello spiritismo, e consultavano medium e maghi.

8-Eric Clapton ha dichiarato che “Un musicista rock senza droghe è un mezzo uomo”. Lo psicologo Jean Martin Buttner, a proposito, dice: “Tutta la scena musicale rock è completamente divorata dall'uso di droghe pesanti”.

 

Voglio ricordare una volta di più che, non a caso, il Consiglio superiore di sanità ha chiesto lo stop alle vendite della marijuana light!

 

9-Durante un concerto dei Rolling Stones tenuto ad Altmont – durante il quale, tra l'altro, furono rese disponibili grandi quantità di allucinogeni – Mick Jagger si presentò nel ruolo di Lucifero. Quando il gruppo prese a suonare, si svolse quello che sembrò un omicidio rituale: un uomo fu colpito e lasciato morire dal “servizio di sicurezza” scelto dai Rolling Stones per l'occasione e pagato con i proventi della vendita della droga: gli Hell's Angels, una gang fuorilegge di motociclisti composta da ladri, violentatori e assassini.

 

Oggi più che mai l'occidente tende a identificarsi con la musica spazzatura che viene spesso spacciata per arte dei nostri giorni. Ma in realtà, nel campo della musica, i veri artisti contemporanei sono quei compositori la cui produzione va nella direzione di una decomposizione e liquefazione progressiva, così come i valori del passato si stanno progressivamente decomponendo e liquefacendo. In sostanza, c'è modo e modo di sganciare le zavorre del passato. Bene o male la musica rock (e derivati) è tonale come lo è quella di Mozart, in compenso si è appesantita di continui fardelli, di inutili accessori, di zavorre sottoculturali difficili da smaltire così com'è difficile smaltire la plastica che inquina il mare. Per i veri filosofi della musica il superamento delle vecchie regole, dei vecchi schemi e del sistema della tradizione occidentale rappresenta una via obbligata per raggiungere una maggiore leggerezza di pensiero, sempre che non si scelga di dare una lettura diversa scomodando il grande piano massonico orientato verso il governo unico mondiale, mentre per il musicista rock ciò che si vuole superare è “il nemico da combattere con tutti i mezzi”, non accorgendosi che del vecchio sono sature le sue stesse viscere.

 

10-Particolarmente sgradevoli sono le copertine di dischi che propongono immagini blasfeme ed anticristiane. Il più colpito è certamente Gesù Cristo che viene raffigurato in tutti i modi: squartato (dai Mortuary e dai Deicide), bucherellato (dai Messiah) o usato come fionda per lanciare un proiettile (dai Celtic Frost). Invece, Cat Stevens si è convertito all'Islam con queste precise parole: “La maggior parte della musica pop è controllata da Satana per creare una società di zombi”. Secondo il cantautore britannico molti video musicali trasmessi in televisione rappresenterebbero “una specie di ipnosi che distrugge la personalità”.

11-Il fatto incredibile è che questi gruppi, invece di essere censurati, godono dell'appoggio di molti (sedicenti?) critici musicali (...) Secondo Marzorati, al gruppo Impaled Nazarene “andrebbe una nota di merito per aver scelto un nome così blasfemamente suggestivo”.

Stefano Marzorati collaborava con il settimanale “La Tribuna”. “La Tribuna” fu un giornale quotidiano fondato a Roma nel 1883 dai politici Alfredo Baccarini e Giuseppe Zanardelli (due tra i cinque capi della corrente della Sinistra storica detta «Pentarchia»)”. (da Wikipedia)

I venditori di Satana sanno bene che, attraverso un disco, è possibile raggiungere il cuore di milioni di giovani in tutto il mondo. Quale spot pubblicitario potrebbe mai garantire una simile diffusione del proprio “prodotto”?

 

Già, la pubblicità, la cosiddetta “anima del commercio”... Oggi si fanno volare le macchine così come una volta si faceva volare l'asino:


 

un tempo si teneva a Empoli, il giorno del Corpus Domini, uno spettacolo di piazza di cui il culmine consisteva nel cosiddetto “volo dell'asino”. L'animale, cui erano state appiccicate delle ali finte, veniva fatto scivolare dal campanile fino a terra lungo una corda creando l'illusione che volasse, e a seconda del suo comportamento si traevano auspici per il raccolto dell'anno. Si dice che a volte, agli spettatori più ingenui, si cercasse di far credere che l'asino volasse davvero. Ma il detto “asino che vola” si usa anche per indicare una persona di capacità inadeguate che viene collocata per qualche motivo in una posizione importante, generalmente per fungere da prestanome o perché raccomandata.” (CORRIERE DELLA SERA / DIZIONARI).

 

In conclusione, vorrei soprattutto far notare un passaggio di questa mia breve riflessione, arricchita da alcuni contributi esterni scritti in corsivo e che personalmente ritengo molto interessanti, su un argomento che meriterebbe ben altri approfondimenti. Mi riferisco all'interpretazione un po' freudiana relativa al precario equilibrio esistente tra l'istinto di conservazione della specie e la razionale opportunità di evitare situazioni fortemente problematiche che si possono creare per via della peculiare complessità dell'essere umano. Tanta musica rock rientra nell'ambito della cultura dell'esagerazione in senso lato che porta facilmente allo sballo e in ultimo, nei casi peggiori, alla distruzione e/o all'autodistruzione. Si parla di un ambito entro il quale molti individui, già resi fragili dal passaggio antropologico cui faceva riferimento Pier Paolo Pasolini, possono abbandonarsi più facilmente alla corrente degli istinti primordiali senza doverne rendere conto scientemente alla “società dei normali” che essi si propongono di combattere, la quale tuttavia, come un cannibale nascosto in una parte recondita del cervello, utilizza quei moti ingenuamente rivoluzionari per alimentare se stessa.

 

                                                       Davide Crociati

 

PS : io non rientro nella categoria degli artisti, né in quella degli intellettuali. A chi rientra in tali categorie è forse permesso utilizzare termini ed espressioni un po'... dure, per non dire pesanti. Così, per un attimo ho fatto finta di appartenere un po' all'uno e un po' all'altro ambito solo per esprimere concetti che secondo la mia modesta opinione sono rimasti seppelliti sotto il peso di ingombranti (forse pericolose) illusioni, indotte e autoindotte, che le società occidentali hanno assunto come “strumenti di difesa psicologica” ma che troppo spesso rischiano invece di assumere i contorni di un boomerang controproducente.

 

                                                                           (DaCr)

Da un Alice Cooper a quello che è seguito il passo si è rivelato fin troppo breve !

 

 

 

Quale sarà il prossimo passaggio?...

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