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                                                                      Bellaria, 21 Luglio 2014

 

CACCIA ALLE STREGHE

(a volte essere coerenti significa saper cambiare...)

 

Fatto salvo il principio assiomatico secondo il quale “tutto è relativo”, penso che ciascuno di noi sia d'accordo sul fatto che dietro la parola “coerenza” possa celarsi la peggiore umanità...

Proviamo a immaginare a che punto saremmo, oggi, se gli scienziati non avessero mai cambiato idea e si fossero mantenuti fedeli a certi “principi fondamentali” emanati dai predecessori, magari anche in buona fede... La terra sarebbe ancora piatta e il sole continuerebbe a girare intorno ad essa, per cui i Galileo Galilei sarebbero minacciati da una chiesa ottusa e “criminale” (le virgolette sono d'obbligo nella misura in cui certe teorie rivoluzionarie a suo tempo avrebbero verosimilmente determinato un impatto duro sulla società, che a quanto pare della chiesa aveva un dannato bisogno); i malati di mente finirebbero facilmente al rogo quali indemoniati. Oltre a ciò, i Ratzinger manterrebbero fedeltà ai dittatori più sanguinari; i S. Paolo e i S. Agostino finirebbero sui libri quali criminali incalliti e mai raggiungerebbero la santità che oggi, invece, viene loro unanimemente riconosciuta; la donna neppure inizierebbe quel faticoso percorso che la porterà  ben oltre le attuali “quote rosa”; l'arte sarebbe sempre uguale a se stessa, esattamente come il cervello umano che la sviluppa (il cosiddetto tritono sarebbe ancora “diabolus in musica”, mentre Picasso, Stravinskij, Kandinskij e Schönberg non sarebbero che racconta balle di portata storica); ogni colore politico rappresenterebbe un dogma invalicabile al di là di qualsiasi contenuto (positivo o negativo) e il torero continuerebbe a sventolare la muleta all'infinito catalizzando l'ingenua attenzione del toro dal destino pressoché segnato.

Non è così strano affermare che persino “sciacalli e avvoltoi” nella versione umana, creature di dio come altre, non sono tutti uguali se non agli occhi induriti di numerosi perbenisti patologici. Seguendo un percorso mentale più ampio che riecheggia antiche pratiche trasmutative molti individui riescono a trasformare in “oro” sostanze ben poco nobili (forse esistono anche processi inversi...).

Potremmo davvero continuare all'infinito!

Non di meno, si dà il caso che molto spesso gli estremi si ricongiungano, e se da un lato bisogna saper cambiare opinione qualora si ritenga che farlo sia giusto, dall'altro non è detto che sia altrettanto positivo sfruttare il libero arbitrio quando ciò significhi “tradire”, o meglio, seguire egoisticamente il proprio tornaconto personale nascondendosi dietro un principio, o dietro un colore politico. Probabilmente la confusione di valori che oggi fa apparire “di destra” un politico di sinistra e viceversa deriva da una prima, timida presa di coscienza collettiva che nel DNA di ciascun essere umano destra e sinistra convivono in modo inestricabile, e che soltanto le situazioni contingenti portano a far emergere in maniera preponderante l'una o l'altra “caratteristica”. Dopo di che, il politico è come l'attore che deve sostenere una parte per far funzionare la commedia, o più ancora come l'avvocato che per sostenere una causa è disposto a non dire sempre la verità (o ciò che egli pensa possa corrispondere alla verità), poiché i meccanismi della legge stanno al di sopra della volontà individuale. Neppure si può escludere a priori che ciò che caratterizza la vera politica non sia tanto l'onestà vera o presunta di mantenere una linea fino in fondo, con autentica coerenza, fosse solo "apparente" come spesso accade, bensì la capacità di creare “contrappesi funzionali” in un contesto democratico in cui ciò che si deve temere di più è un “pensiero unico”. Così come l'avvocato può seguire una linea difensiva al di là delle recondite convinzioni sue proprie in merito all'innocenza dell'assistito, così il politico si trova spesso a sostenere una posizione nella quale egli non crede fino in fondo. Questo per evitare che possano generarsi pericolosi sfilacciamenti in seno al proprio movimento o partito, quindi con lo scopo ultimo di dirigere la prua democratica verso la soluzione che in quel momento appare “più accettabile”.

E' chiaro che in un contesto complicato come quello di oggi neppure i migliori politici che hanno operato nella fase del boom economico targato anni 60 si troverebbero a proprio agio: non si può escludere che ad alcuni ex Onorevoli non verrebbe più riconosciuta una caratura da “grandi statisti”, quella che i soliti storici alla ricerca di un'arca perduta hanno attribuito a tanti senza poter/voler considerare le enormi differenze tra discesa e salita...

Stiamo attraversando una fase storica estremamente caotica e complessa la cui ragione di essere sta forse in un cambiamento socio-antropologico in atto, ed è proprio in situazioni come questa che trovano campo libero i “cacciatori di sreghe”, autentici mastini la cui sete di sangue è sedimentata in anni di frustrazioni silenziose, come se lo scannamento di chi è diverso o di chi va controcorrente fosse la panacea di ogni male.

L'Italia di oggi è vista un po' come il toro che si getta contro la muleta, mentre il torero è il Governo che cerca di soddisfare le attese anche di spettacolo di un vasto pubblico, padrone degli spalti circostanti (i Paesi più ricchi) in nome di un certo business (L'Europa dei banchieri). Ma dice bene chi afferma che lo sviluppo tecnologico porterà maggiore disoccupazione (si potrà produrre di più in assenza di mano d'opera o quasi!). E chi potrà fermare l'esodo biblico di milioni di disperati che fuggono da guerre e disperazione, nonché da situazioni climatiche diventate ormai insostenibili? Le vere “streghe” contro cui dovremo combattere non stanno fuori ma dentro di noi: sono quegli “schemi mentali” ormai obsoleti che il destino del mondo impone a tutti di rivedere, e che troppe menti irrigidite dal benessere, che nel mondo occidentale appariva inarrestabile nella sua forsennata corsa verso non si sa che, non riescono ancora a scardinare.

Oggi siamo chiamati a cambiare idea su molte cose e in breve tempo, la vecchia visione del mondo non regge più! C'è poco da fare...

 

                                                                  Davide Crociati           

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