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                                                   Bellaria Igea Marina, 26 luglio 2021

 

Anti-proibizionismo part-time

 

Fino a poco fa gli arroganti maestrini del progressismo regressivo professavano una forma di libertà scevra di limiti, prospettavano un futuro luminoso senza confini e senza barriere, cercavano in tutti i modi di illudere la gente proponendo un modello di vita fondato sul nulla, su valori costruiti artificialmente ad uso degli opulenti globalisti e dei filo-mondialisti in genere, più o meno piccoli. Oggi invece ci dicono che sul sentiero verso la «splendida meta» dobbiamo ridurci a topi da laboratorio: utilizzando massicciamente i principali mezzi di comunicazione, praticamente a reti unificate, ci invitano a sottoporci a una pericolosa sperimentazione farmacologica, ossia a farci inoculare a cuor leggero sostanze inquietanti (soprattutto in prospettiva futura!). Lo fanno offrendoci birra e dove è consentito anche marijuana (come negli USA). Cercano di attirarci nei centri vaccinali, che assomigliano a punti commerciali, con la promessa di «allietarci» con musichette ridicole che non possono non ricordare certe feste magiche e orgiastiche del medioevo... Ma la naturale inquietudine è causata anche dai giganteschi interessi che gravitano attorno al mondo della farmacologia planetaria! 

Altro che proibizionismo, questi anti-proibizionisti: vogliono vietarci anche di dubitare, pena l'essere etichettati come ingenui, incoscienti e retrogradi. O come immorali se non addirittura terroristi! Certo, spesso il terrorismo ha fatto comodo nei momenti di passaggio storico e culturale, se non altro per dare una bella agitata ad acque ritenute stagnanti (per chi e per cosa resta spesso un'incognita). Peccato che grazie ai numerosi e validi giornalisti investigativi (quelli sì da Pulitzer, in un mondo disposto per il verso giusto) le false flag stanno diventando un fenomeno meglio inquadrabile. E comunque se di terrorismo si vuol parlare, c'è da chiedersi da che parte stia effettivamente...

Il retaggio linguistico che hanno intessuto i cosmopoliti col paraocchi, oggi comunemente definito «politicamente corretto», non serve che a farci percepire false verità (a proposito di «percezione») e i numerosi neologismi, perlopiù derivati dal passaggio di molti termini dal maschile al femminile (spero anche viceversa, per la par condicio!), associati a «parole chiave» come sostenibilità, inclusione, green (perché non verde?), hanno chiaramente lo scopo di orientare le menti in una certa direzione, con l'invito a dimenticare le strade precedentemente tracciate.

Peccato che il pensiero gnostico venga oggi utilizzato per confondere le menti, per togliere qualsiasi riferimento dal punto di vista dell'identità, del sesso, della famiglia, dell'educazione, della giustizia, della sovranità degli Stati e delle loro Costituzioni, ma anche dal punto di vista delle religioni (di quella cristiana in primis, chissà perché?), dei diritti acquisiti e di quelli naturali che in quanto tali dovrebbero essere insindacabili! E via dicendo. Peccato che la memoria di eminenti figure come San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, il cui invito all'umanità era ed è quello di rispettare la Legge naturale, pena la disumanizzazione del mondo, venga oggi offuscata da chi dovrebbe difendere i cristiani perseguitati nel mondo e invece lavora alacremente per avvelenare i pozzi della fede, aprendosi così agli interessi dell'alta finanza, quella che ha causato la grande crisi del 2007/2008 alla base del Great Reset (o della sua accelerazione). Peccato che la marijuana, che forse può rappresentare un aiuto per i malati terminali, venga oggi proposta a giovani in salute come contraccambio per farsi inoculare uno dei tanti sieri sperimentali anti Covid che illustri rappresentanti della Scienza mondiale (quella vera) hanno bollato come «pericolosi», mentre sulle misere tv italiane uno scienziatino qualunque si permette di definire «sorci» coloro che osano mettere in discussione le sue pseudo verità, per seguire la «follia» di Raoul o di Montagnier, per citare i soliti ma non certo isolati luminari di livello planetario che sui «sieri» hanno una visione pressoché opposta a quella dei nostri sette nani in Ferrari della virologia (o di che so io). Persino un giornalista di sinistra come Santoro si è sentito in dovere di criticare l'informazione a senso unico delle tv italiane!

Tornando per un attimo alla cannabis, si tratta di un'erba che illude di poter facilitare i rapporti sociali facendo «percepire» una perdita di inibizione. Se vogliamo, equivale a truccare un motore (sappiamo bene che è un reato). Inoltre, non dimentichiamo che una parte di coloro che assumono tetraidrocannabinolo passa a un uso (o abuso) quotidiano di cannabis e/o di altre droghe... Secondo esperti in materia il consumo di qualsiasi stupefacente, marijuana compresa, non può considerarsi innocuo, ma è sempre tossico, soprattutto nelle fasi di crescita e di sviluppo del cervello! Inoltre, cosa non secondaria, se è vero che i non vaccinati rappresentano un pericolo per il prossimo, è altrettanto vero che chi assume sostanze che alterano il senso del tempo e dello spazio, col benestare o meno della politica, quando si trova alla guida di un'auto o di un silenzioso monopattino può rappresentare un serio pericolo!

E bravi i medici USA che non disdegnano di prescrivere oppiacei a tutto andare con le conseguenze che ben sappiamo per il popolo americano e che ora usano le sirene degli stupefacenti per indurre i giovani a bucarsi di nonsisacché! E bravi i nostri politici che offrono birra in cambio della suddetta sperimentazione, sapendo bene che uno dei problemi di oggi è la tendenza dei giovani a bere in eccesso. Proprio un bel segnale!

Per i benpensanti del progressismo regressivo col paraocchi è del tutto inutile ed anzi controproducente proibire l'uso delle droghe cosiddette leggere, adducendo motivi di ordine politico che non tengono in alcun conto l'efficienza della concorrenza, ossia della delinquenza organizzata, ma sulla questione dei vaccini Covid il loro muso si fa duro più che mai, dimenticando che dall'anti-proibizionismo all'obbligo di sottoporsi a sperimentazione farmacologica il passo è lunghissimo. E dei serpenti che si mordono la coda ci interessa assai poco quando c'è di mezzo la salute fisica e mentale!

 

                                                                              Davide Crociati

 

 

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