davidecrociatidibellaria
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                          Quelli che... Guevara
 

Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, oltre che in Europa e nel mondo, qualcuno potrà pensare che sia sciocco perdere tempo criticando la televisione, la quale comunque rimane indiscutibilmente il principale mezzo di comunicazione di massa con tutto ciò che la cosa comporta. Infatti, le informazioni e la pubblicità (anche di contenuto politico) oggi passano soprattutto attraverso il potentissimo mezzo catodico, il quale, per altro, nel bene e nel male rappresenta un vero "collante" per la società, ragion per cui, a mio modo di vedere, sarebbe opportuno che ciascuno facesse sentire la propria voce in nome d'una democrazia che al di là di tutto permette ancora la libera circolazione delle idee e delle opinioni. Democrazia come possibilità di esprimersi senza grossi vincoli, quindi, fermo restando che nel suo  ambito il significato di "libertà" esclude per  definizione la "lesione dei diritti altrui". Ma non si può negare che possa e in certi casi debba includere la "legittima difesa", la quale spesso induce ad atteggiamenti tali da generare il sospetto che vi sia un calpestamento degli altri diritti, sempre tuttavia all'interno d'un processo di affinamento progressivo (non dimentichiamo che siamo soltanto esseri umani fatti anche di materia meschina).

Premessa a parte, si possono considerare strumenti di vera libertà le mille "bacchette magiche" che illusionisti d'ogni sorta fanno roteare quotidianamente sotto il nostro naso di poveri telespettatori? Non è forse, la pubblicità, un mezzo di persuasione di massa attraverso il quale si cerca di agire sul subconscio, ovviamente per eludere le difese immunitarie psicologiche? E certi mezzucci da babbi natale formato "Coca Cola" applicati alla politica (qui vien da ridere) non sono forse offensivi soprattutto nei riguardi dei sempre numerosi cittadini impreparati a far fronte alle troppe pubblicità ingannevoli? A volte davanti alla scatoletta luminosa la metto in ridere e sono capace di dire all’interlocutore di turno: "perché, secondo loro, dovrei comprare un prodotto privo di ricetta o di concrete indicazioni solo per il fatto che viene associato a un bel fondo schiena prominente dall'atteggiamento provocante, spesso ben oltre i limiti del buon gusto?..." Se poi i "mezzucci" sono riscontrabili in pubblicità di contenuto politico, più simili alle sirene vuote dell'oroscopo del mattino che ad altro (ma come siamo stupidi a volte) il giudizio deve essere anche più severo, e deve esserlo nella misura in cui la politica è da considerarsi una una cosa seria. Certo, nella politica non si può assumere un atteggiamento troppo... "femminile" (cose che non si possono più dire): un nostro ex Premier c’insegna che la donna è anche troppo diretta e forse non tiene conto abbastanza della complessità della vita e neppure della gestione di una società come quella italiana , che tempo addietro qualcuno riteneva non tanto "difficile" quanto "impossibile" da governare... Ci può essere del vero, così come (l'ho scritto tempo fa) nel campo della creatività musicale il gentil sesso è più propenso ad esprimersi secondo i canoni tradizionali della composizione, col risultato che la comunicazione riesce "più diretta", nel senso che può raggiungere più individui. Forse non si tratta di maschilismo bensì della consapevolezza che la natura comprende sia il sole che la luna (ma anche qui è legittimo vi siano perplessità: se è vero che la "luna-femmina" può risplendere solo di luce riflessa grazie alla gentile concessione del "sole-maschio" cosa dovremmo pensare, oggi, di certe "ladies di ferro"? Forse davvero i tempi cambiano, anche se come sempre i processi evolutivi non si risolvono in un batter d'occhio). Se la questione è molto complicata, come spesso accade la "verità" sta nel mezzo. Ma torniamo al dunque. Un conto è dire: "noi siamo queste persone e ci chiamiamo così, abbiamo questo preciso progetto e faremo di tutto per portarlo a compimento", per poi dimostrare nei fatti che è vero; un conto è escogitare tutta una serie di piccoli "stratagemmi" messi in atto al fine di condizionare la psiche altrui scavalcandone la coscienza razionale per condurre il gioco (ma spesso non si tratta affatto di un gioco) su un piano più oscuro e irrazionale, fino a prova contraria contraddicendo lo spirito con il quale si pensa di dover far uso di quegli "stratagemmi" in ragione del "meno peggio". Ora le domande sono due e semplici: (1) l'essere umano ha qualche forma di razionalità anche al di sotto della soglia di coscienza e quindi rivolgendosi al subconscio in fin dei conti ci si rivolge a una parte attiva della psiche che non sia di destra e di sinistra indistintamente? (2) Nel caso esista un profondo "stampo", ovvero una predisposizione naturale verso una certa area politica, può la propaganda occulta avere una sua giustificazione nel voler semplicemente stimolare "energie sopite" in chi è destinatario del messaggio, svolgendo così una semplice e tutt'altro che condannabile "funzione di risveglio" (del resto si parla spesso di "risveglio delle coscienze")? Forse siamo tutti meno peggiori di come a volte ci dipingiamo dato che la psicologia ci ha abituati a diffidare dei continui pericoli del mondo irrazionale? Forse, in certi casi (ma solo in certi casi, se è bene non generalizzare) la pubblicità occulta di stampo politico serve a gettare il pensiero oltre i limiti imposti dalla coscienza resa impura da un retaggio di implicazioni tutt'altro che irrazionali ma a un certo punto divenute sconvenienti?... Ma se così è, deve valere per tutti.

                                                                    Davide Crociati

 

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