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                                                                    Bellaria, 5 Dicembre 2007

 

                                         Papalle di Natale

 

Molti anni fa, quando tutti ballavano il twist come scimmie ubriache di benessere e d'ingenuità; quando le spiagge non solo dell'Adriatico erano veri "paradisi di piacere", super affollati di bagnanti e di turisti chi più ne ha più ne metta; alcuni già intuivano e affermavano controcorrente che l'Italia non avrebbe potuto continuare a pavoneggiarsi al di sopra delle sue reali possibilità. Quei lungimiranti le cui voci apparivano vane quanto il suono del deserto, rivelatesi semplicemente "profetiche" assumono a posteriori i contorni d'una realtà nuda e cruda: quante concessioni sono state fatte per fini propagandistici! Oggi non a caso si sente dire con insistenza che "se gli statisti pensano soprattutto agli interessi del paese, i politici si preoccupano per lo più della successiva campagna elettorale!"... Queste parole non vogliono suonare come un rimprovero (non più di tanto), perché presumo sia molto difficile governare e fare contenti i più, che poi è lo scopo della politica quella vera. In fondo ci vogliono le palle anche per governare così così, poiché non si arriva a posizioni di potere se non si possiedono conoscenze, intuito, una certa esperienza e una discreta dose di coraggio, nonché resistenza fisica e psicologica (che sia vero?). D'altra parte, non è detto che tutte le generazioni abbiano la fortuna di conoscere statisti a 360° e neppure è detto che statisti autentici oggi sarebbero in grado fare più di tanto: un valido comandante di bordo che suo malgrado debba condurre in porto una nave sgangherata, piena di falle e carente in tutto, potrebbe non conseguire il risultato migliore... Ma a certi personaggi che parlano di politica, o che alla politica si vi dedicano direttamente, sarebbe forse il caso di portare un bel tapiro! Anzi, proporrei di sostituirlo con il cane della Litizzetto, che a quanto pare si pulisce il fondo schiena su tappeti persiani. Un politico fa promesse elettorali che poi dimentica sistematicamente ad elezione conseguita? Prendete il cane della Litizzetto, fategli fare "un giro" nel salotto del malcapitato furbacchione e dategli un bell'osso ricco di polpa per prepararlo adeguatamente al giro successivo... Proporrei di fargli fare una scorrazzata nello studio della ditta "Pippo & Pippo", poichè i "Pippi" (con o senza calze lunghe) hanno pensato bene di sembrare ancora più perticoni al cospetto di "ocarina e i sette nani" (ma sul flauto dolce chiedete a Umberto Eco. Si, proprio a lui!...). E' pur vero che i Gazzelloni non li si rimedia da un giorno all'altro, poiché rappresentano fenomeni rari che in ogni caso non troverebbero linfa in questa società stanca e disincantata, chiaramente in menopausa, e tanto meno in questo sistema televisivo un po' così (diciamo… "distratto", per usare il solito eufemismo?). Certo, quando la Jessica che piaceva tanto a mio nonno dava lezioni d'inglese in tv; quando lo stesso Presidente del Consiglio in carica impartiva lezioni catodiche di economia; spazi disponibili ce n'erano, nei cervelli in primis. In questa televisione malata come la società l'entusiasmo vitale d'un Severino Gazzelloni è stato sostituito (per es.) dall'intellettualismo macabro della ditta "Picozzi-Lucarelli". Intendiamoci, ne parlo con il massimo rispetto e pure con un po' di simpatia, anche se la coppia di nero vestita e così poco disposta al sorriso fa impallidire qualunque impresa di pompe funebri. La realtà odierna si manifesta anche attraverso queste figure un po' inquietanti. La gioia di vivere gazzelloniana ha lasciato il posto ai tromboni di "Domenica in" e a tutti quei ragazzacci che pur di fare da comparse a favore di personaggi più o meno noti, se non malamente noti, sono disposti a vestire da arlecchini, con brillanti e brillantini alla Kessler! E tutti sono chiamati a fare gesti clowneschi, spesso sincronizzati tra loro (che tristezza...). Davvero non c'è più rispetto per la musica, neppure da parte di chi la pratica! A proposito, avete notato la fiction odierna? Chilometri di "pellicola" con una musichetta di sottofondo lagnosa e persistente oltre ogni limite di sopportazione, quasi si trattasse di imitazioni di melodrammi scadenti. Un "gne gne gne" senza soluzione, su cui di tanto in tanto si svolgono frammenti di recitazione, piatta, neanche si trattasse di cartoni animati, il tutto all'insegna d'un romanticismo assolutamente anacronistico e inappropriato! Vogliamo proprio tenere in piedi questi cadaveri solo perché qualcuno può ancora guadagnarci qualche soldo e un briciolo di notorietà? Perché nessun produttore ha più il coraggio di proporre scene silenziose nelle quali la tensione sia sostenuta dalla bravura degli attori e da un sano copione? Da "musicista" propongo la realizzazione di un film senza colonna sonora, col pensiero rivolto al regista di "Arsenico e vecchi merletti". Recentemente ho rivisto alcuni vecchi "Caroselli" anni sessanta e settanta: devo dire che, a parte qualche vuoto intellettualismo di bassa tacca, per esempio col sottofondo di "Acquarius", nelle sfere occhialute del pianeta "papalla" già si intravedevano i prodromi della società e (quindi) della tv moderna... A certi autori di spot televisivi non manderei il cane della Litizzetto ma il cavallo "americano" di Renzo Arbore!... Ancora. Rallegramenti per le qualità oratorie dell'architetto Baglioni, che almeno ha avuto premura di definire "arte povera" la canzone (sperando che Lucio Fontana non si rivolti nella tomba). Fra grilli e uselìn vari, fra vecchi, nuovi mostri e jettatori d'ogni sorta la tv va avanti, e noi paghiamo...

                                                                           Davide Crociati

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