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Bellaria, 24-11-2017

 

I poveri della porta accanto

 

Ah, volevamo fare i cocchi di mamma? E ora eccoci ad affrontare questa guerra, in parte combattuta contro il nostro stesso sistema immunitario di ordine culturale e non solo! Personalmente voglio molto bene a Bergoglio, e prima o poi spero di poterlo abbracciare fisicamente (anche per dirgliene quattro senza barriere, senza timori reverenziali!). Ma oggi non basta più la parola e quando si parla di “accoglienza” altroché se bisogna andarci cauti! Penso non tanto ai rifugiati di guerra (che in ogni caso non sono fatti in serie, e sappiamo bene che il male può annidarsi in chiunque, anche nel carcerato più o meno “ex” che trova sollievo su un barcone direzione Sicilia). Penso invece alla vecchietta sgozzata nel parco per due soldi di pensione; penso alla ragazza che d'ora in poi odierà gli uomini poiché da detta categoria ha ricevuto il male all'ennesima potenza; penso ai tanti disperati di casa nostra che improvvisamente sono diventati entità astratte, numeri, fantasmi da relegare in un recondito ripostiglio dell'inconscio, e lì miseramente destinati a fare compagnia ai peggiori miti dell'occidente (ultimo in ordine di tempo quel Manson di cui soltanto ieri facevano ascoltare musichette in Radio, come si trattasse di una normale operazione di mercato...). Bergoglio si fa amare da tutti (anche da me) per la sua storia, per la sua (apparente?) umiltà, per le parole che ha detto e spero spenderà sulla droga (il vero problema N.1 delle società mondiali, altro che storie!). Ma non dimentichiamo che Francesco I è un essere umano come tutti gli altri, certamente con le sue idee. Solo e soltanto un uomo in carne ed ossa che si ritrova a occupare un ruolo di primissimo piano, il cui copione è noto (se fossi al suo posto direi forse le stesse, identiche cose e sfiderei chiunque a non fare altrettanto...). Un contrappeso all'egoismo che sta prendendo piede ovunque. Egoismo? Già, ma ormai la parola non basta più. Lo si è già detto e credo di avere il pieno diritto di poterlo ripetere a oltranza... Penso al Paese in cui viviamo, strapieno di delinquenza organizzata e comune, terreno fertilissimo per malintenzionati locali, ai quali potranno aggiungersi in maniera esponenziale frotte di nuovi delinquenti per i quali i nostri valori (quelli migliori, sia chiaro) valgono meno di nulla; penso ai nostri giovani bruciati se non dalla mancanza di occupazione dall'imbarbarimento del mercato del lavoro (argomento innegabilmente complesso), causato anche da chi in Italia ci viene (oltre che per delinquere) per esportare un'idea di vita che non collima affatto con quella dei nostri predecessori, i quali hanno dato gli anni migliori e spesso anche la vita per una diversa idea di futuro; penso alle donne, per le quali la parità di diritti tornerà ad essere quasi certamente un lusso difficilmente difendibile (per la comodità di tutti gli uomini, anche nostrani. A cominciare dai peggiori). A ben pensarci, paure e timori a parte, tutto ciò sembra sin troppo verisimile! Occhio ai numeri, quindi, perché domani o dopodomani potrebbero aumentare così come una valanga prende corpo e forza distruttiva scendendo a valle... Penso a quanti vaccini dovremo accogliere nei nostri corpi improvvisamente più fragili, in quanto privi delle necessarie difese contro malattie di cui fino a poco tempo fa poco o nulla conoscevamo, mentre sappiamo benissimo che in certe aree del mondo è pressoché sconosciuta la parola profilassi.

Bergoglio ci sta dunque chiedendo di accettare la croce? Bisogna essere molto credenti per ascoltarlo fino in fondo. Forse è giunto il momento di rimettere in discussione davvero tutto, anche i precetti evangelici, o semplicemente i precetti morali dell'occidente, perché al mondo saranno troppi coloro che riconosceranno nell'istinto di conservazione l'unico dio degno di fede. Per di più non posso dimenticare quanto lessi in un vecchio libro di Piero Angela riguardo all'islamizzazione progressiva del pianeta (non ce l'ho con l'Islam, vorrei fosse chiaro, anche se...). Invito tutti a non invocare i numeri solo e soltanto quando si pensa facciano comodo al proprio credo politico (qui viene un po' da ridere, certo amaramente).

Riassumo il problema in una domanda: “cosa speriamo di essere in futuro?” Aggiungo: se la coscienza occidentale vale davvero così poco, tanto da poterne rinunciare a cuor leggero, come potremo mai chiedere a chicchessia, in queste nostre società per le quali il medioevo rappresenta solo una fase storica ormai molto lontana, di rispettare le regole della civile convivenza? Quali regole, poi, se non sono che un'emanazione di un sistema tanto fragile da non meritare difesa?

Solo un fatto nuovo potrebbe liberarmi da considerazioni tanto amare quanto legittime: l'apertura delle Mura Vaticane a un fiume in piena di disperati provenienti da paesi islamici e non. Finché ciò non avverrà, per chi scrive (come per molti altri) Bergoglio sarà soltanto un uomo dallo strano abito bianco e che dall'alto dei suoi oneri ed innegabili privilegi chiede ascolto in nome di Antichi Libri, che si vuole abbiano il monopolio della verità. E dato che si tratta di Libri scritti in un'epoca assai lontana mi vengono i brividi pensando che nei vicini anni 60 sembravamo tutti trogloditi, senza necessariamente scomodare la “questione Matera” (vedi certi video Rai).

Per concludere, mi risulta che spesso la nostra Chiesa abbia invitato le coscienze ad occuparsi dei poveri, della porta accanto in primis...

 

                                                                      Davide Crociati

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