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Bellaria Igea Marina, 31 Marzo 2021

 

I "controllori" dei controllori

 

Purtroppo, lo dico senz'altro a malincuore, credo sia giunto il tempo di non fidarsi. Una nuova fase dittatoriale, «dolce» quanto si voglia, era prevedibile poiché i segnali di un progressivo scadimento delle società verso una situazione critica a livello globale erano davvero tanti. E oggi non si contano più. Nonostante ciò, nel corso di lunghi decenni le accuse verso un potere crescente e malsano sono state perlopiù superficiali e sostanzialmente inutili. Forse nessuno pensava sul serio che la storia avrebbe potuto ripetersi sotto altre spoglie. Tutti tranne i veri detentori del potere mondiale.

Anno 1929: al Congresso del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori, svoltosi a Norimberga (…), Hitler disse che una rimozione media annuale di un certo numero di bambini «deboli» significava un aumento del potere della nazione e non un suo impoverimento. Eliminazione «creativa»?

Anno 1938: nella stagione delle foglie cadenti i buoni cittadini italiani vennero chiamati con severità a fidarsi ciecamente delle «valide motivazioni» che secondo il potere costituito stavano alla radice delle deliranti leggi razziali.

Donald Rayfield, noto storico e critico letterario britannico, dice che i «boia» e i complici di Stalin, innumerevoli, erano freddi sostenitori della tortura e dell'eliminazione fisica degli avversari, reali o presunti che fossero. Lo stesso Roland Freisler andava in Unione Sovietica per «cogliere spunti» dal collega Andrej Vyšinskij. Gli anni erano quelli della follia dilagante, delle illusioni spacciate per «verità inconfutabili» grazie anche o soprattutto alla violenta pressione esercitata dagli allora governanti. Che forse, in quel tempo (e nessuno può escludere che anche oggi sia così), erano soltanto manichini mossi da «fili invisibili». Nel commento a «Le cause nascoste della seconda guerra mondiale» Bruno Tarquini dice che «per i banchieri valeva la pena mettere a fuoco il mondo. Dal protestantesimo alla Rivoluzione francese e a tutte le altre rivoluzioni, in nome dell'Illuminismo, della libertà, uguaglianza e fraternità, si consumarono sulla pelle dei popoli genocidi e guerre immonde». 

Venendo a noi, si spera che in questa italietta senza più onore la «santificazione» di Draghi non dipenda solo dal fatto che il «vile affarista» (così lo definì Cossiga - non so quanto scherzosamente - in una trasmissione di Rai 1, recentemente ripresa dalle Jene) sia stato socio della famigerata «Goldman & Sachs», Presidente del Forum per la «stabilità finanziaria», oltre che Governatore della Banca d'Italia e naturalmente Presidente della BCE e membro del «Gruppo dei Trenta», di cui tuttora fa parte. Quest'ultimo è uno strano organismo privato, che ama definirsi “Gruppo Consultivo su Affari Economici e Monetari Internazionali», strutturato sull'esempio della «Trilaterale» (Bilderberg con inclusione del Giappone) e tra i cui membri rientrano figure di banchieri d'altissimo rango, il cui scopo ufficiale, mi risulta, è quello di prevedere in anticipo i problemi economici che potranno verificarsi a livello mondiale, orientandosi perlopiù verso strategie di lungo termine. Fermo restando che i «reali scopi» di questa congrega di chiaro stampo oligarchico sarebbero tutti da verificare. Draghi, con Napolitano, Letta (Enrico), Ciampi e... Cossiga, ha anche partecipato a sedute dell'Aspen Institute. Qualche tempo fa ha suscitato non poca meraviglia la dichiarazione dell'ex Ministro dell'Economia Tremonti, noto anche per la «bacchettata» dell'UE al tempo del Governo Berlusconi (prologo all'«egemonia montiana») che dell'Aspen Institute è attualmente Presidente, secondo cui «bisognerà portare la BCE a Norimberga per processarla»! Ma oggi anche la dittatura ci viene propinata «a rate» e per questo è meno riconoscibile. Ricordo che dell'Istituzione in oggetto hanno fatto parte Giuliano Amato, Scognamiglio e Romano Prodi..Tutti all'ombra dell'ennesimo «edificio mondialista» che gode di finanziamenti «significativi», come quelli della Rockefeller Brother Found e della Ford Foundation, nonché della Carnegie Corporation.

Nella politica si ha sempre più la percezione (e la sensazione, se non qualcosa di più) che la vera lotta stia avendo luogo su un piano verticale piuttosto che orizzontale: oggi le vecchie direttrici destra-sinistra trovano in una risultante drogata dal mercato insensibile il loro reciproco annullamento. Date alle masse «pane e circensi» e non succederà nulla di cruento, direbbe qualcuno. Infatti, lo spettacolo che ha luogo sul piano orizzontale distrae da ciò che sta succedendo a livello verticale. Laddove, invece, a profondità a volte inimmaginabili sembra abbiano luogo «rituali magici» di natura gnostica. E com'è noto la sensibilità gnostica è lontana anni luce dal monoteismo soprattutto di stampo cristiano. Ecco perché ci ritroviamo un Bergoglio a San Pietro. Ecco perché anche io prego per il papa, poi bisogna vedere come...

In un simile guazzabuglio mondialista, al cui interno politici di destra parlano al popolo come se appartenessero da sempre alla sinistra di Berlinguer e nel medesimo tempo politici di sinistra spianano la strada alle multinazionali sostenendone la filosofia becera, con valanghe di fake news che ogni giorno attraversano gli schermi social e televisivi travolgendo la psiche degli utenti, sempre più disorientati, chi può guadagnarci se non chi detiene una cadrega privilegiata, che sarebbe già rovente come l'inferno se non fosse per il sostegno dell'UE nella sua versione più affaristica? Cocchi di mamma, in fondo.

Certamente gli squarci apertisi sul mondo dei poteri forti (quelli che stanno al di sopra dei partiti e dei governi) non serviranno a fermare la potenza di fuoco di cui essi dispongono anche in termini di altissima tecnologia, per cui gli attuali sedicenti «statisti» non sono che camerieri... mi verrebbe da dire «a cinque stelle», ma lasciamo stare, inutile infierire su un movimento in difficoltà, si rischierebbe ancora una volta di seguire una moda, anche perché tutti gli altri partiti hanno ben poco da sorridere: la «scatoletta di tonno» non è soltanto la casa di chi sta in cabina di regia. Della serie: «chi si accontenta gode». No, non ce n'è più per nessuno, è ora di calare le carte sul tavolo o, se vogliamo, di calare le maschere dai volti impauriti dal timore di rivelare ciò che si nasconde dietro i paraventi carnevaleschi. La saccenteria è l'unico (e forse l'ultimo) strumento di autodifesa in questo guazzabuglio indefinibile (per loro fortuna indefinibile), ma è solo un maledetto prendere tempo: la natura è sempre più intelligente di chi vorrebbe piegarla alla propria volontà, si trattasse anche di un manipolo di potenti idioti vestiti da intelligentoni (che davanti a un leone - non cinematografico - si comporterebbero esattamente come il più miserabile dei pavidi, forse con minore dignità)...

«Chi controlla i controllori?», si chiede Felice de Sanctis. Quis custodiet ipsos custodes, giusto per fare il grandone latinista senza esserlo (solo per dimostrare che in fondo non cambia gran che nella sostanza)? Alcuni premi Nobel pro euro, altri a favore dell'uscita dalla moneta unica; virologi in stato confusionale che rendono ingombrante la loro presenza in tv rispondendo a domande di carattere politico e pubblicizzando i loro librettuncoli, in un caso perfino di fantascienza (ma sarebbe molto meglio che non lo facessero, soprattutto in un momento così drammatico); già abbiamo visto pornostar in parlamento (come si può notare ho serie difficoltà a usare la p maiuscola) ed ex ballerine televisive che hanno ricoperto (e ricoprono?) incarichi importanti, forse troppo per loro. E qui non si tratta di pregiudizi ma di semplici constatazioni. Neppure una laurea è garanzia di credibilità. D'altra parte Craxi, D'Alema e ben altri uomini di Stato non hanno indossato l'alloro. Salvo, forse, in occasione di una Laurea Honoris causa, privilegio riservato anche a bertucce come i Rossi & Rossi (senza specificare poiché sarebbe cattiveria).

Quando si dice persone di alto livello... Ora dai vertici della farmacologia dovranno spiegarci il motivo per cui AstraZeneca è diventato Vaxzevria, nome anche difficile da pronunciare ma forse studiato appositamente per dissuadere i semplici (secondo loro) bloccandone sul nascere il flusso mentale. Beh, se questa è l'intelligenza che corre oggi sul pianeta comincio a credere di essere io stesso un genio sconfinato!

Scherzi a parte, certe furberie non sono una novità: forse Mussolini non diceva che «il cinema è un'arma più potente del cannone»? Il significato di questa frase storica è semplice. Anzi, semplicissima. Direi cristallina. Riducendo ai minimi termini, rivela il pensiero del grande condottiero finito a testa in giù, secondo cui la «gente comune» era (è) talmente stupida da farsi condizionare da meri prodotti della finzione. Ma forse qui non si tratta neppure di stupidità quanto piuttosto di «fragilità» umana. Già, il cinema... Com'è noto (o almeno dovrebbe esserlo a molti) la capacità di manipolazione da parte del potere è supportata da schiere di scienziati di diversa estrazione (studiosi della comunicazione, antropologi, fisici, psichiatri, psicanalisti, psicologi, …). A quanto pare le forme in cui si manifesta il potere manipolatorio sono simili a quelle della «magia», con la differenza (non trascurabile) che i mezzi oggi a disposizione sono formidabili e in grado di condizionare buona parte dell'umanità. Lo studio dei fenomeni di suggestione permette così agli oligarchi di vertice, e giù a scendere fin quasi alla base della «piramide» tramite una moltitudine di individui che ha pur sempre qualcosa da guadagnarci, fossero anche poche briciole, di tenere sotto controllo i popoli

Come dimenticare le immagini goebbelsiane che accostavano visi non troppo lineari di ebrei a quanto di peggio potesse esistere nell'immaginario collettivo dell'allora popolo tedesco? Se andava bene chi non si prestava al gioco veniva estromesso e sostituito (poteva capitare a registi, attori, ecc.). Amen. Visti i precedenti, se pensiamo che oggi internet e televisione sostituiscono la famiglia, la chiesa e addirittura la scuola, e che lo fanno superando ormai qualsiasi confine etico, possiamo capire quanto sia seria la situazione e come sia possibile, da parte di chi detiene il vero potere, condizionare le menti a cominciare da quelle più fertili.

Vorrei concludere questa riflessione citando le parole di un noto uomo di stampa:

«Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali». Così si espresse John Swinton, già redattore-capo del «New York Times», classico giornale del circuito mainstream, nel 1880.

 

                                                                     Davide Crociati

 

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