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Bellaria I.M., 03 febbraio 2016

 

La musica nelle scuole

 

Ascoltando le orchestre da loro dirette, e/o le loro a volte pregevoli composizioni musicali, mi tolgo il cappello davanti ad artisti come Riccardo Muti ed Ennio Morricone. Subito dopo, tuttavia, avverto la necessità di risistemare il copricapo nella sede per cui è stato ideato, nonché di accendermi una sigaretta e di strusciarmi il naso e un occhio (per sottolineare la poca raffinatezza di certe “elevate affermazioni” e la delusione che ne consegue). Questo succede quando i suddetti o altri grandi esponenti del Jet set cominciano a disquisire su scuola e musica. Perché le loro “ragioni” sono parziali, perché la verità in tasca non ce l'ha neppure il migliore dei Papi e chi ha un minimo di razionalità non può che convalidare le mie parole, in un'epoca in cui “rottamare” non significa gettare un ferrovecchio ma cambiare prospettiva per vedere le cose da un'altra angolazione. Chi mette le mani in pasta non ha lo stesso punto di vista di chi guarda dall'alto di una carriera fortunata coronata da Oscar, da lauree honoris causa o da mega addobbi su grattacieli americani (l'America, figuriamoci...), tutte cose che assai spesso fanno perdere il senso della realtà più scomoda, quella “on the road”, per così dire, nel caso specifico quella di chi è a diretto contatto con il popolo spesso ignorante e sofferente (non lo dico con l'intenzione di offendere qualcuno o qualcosa). Quando studiai storia della letteratura al conservatorio mi colpirono le parole di un notissimo scrittore, che recitavano più o meno così: “Basta che un uomo sia baciato dalla fortuna perché si senta onnipotente”. Chiaro il discorso? Personalmente ho visto docenti utilizzare lo strumentario Orff conseguendo risultati miseri a livello di “pensiero musicale” e non solo, mentre ho visto altrettanti insegnanti adottare l'uso dei bistrattati pifferi scolastici con esiti sorprendenti. Viene allora il legittimo sospetto che dietro certe critiche forse un po' gratuite gratuite ci sia il solito sfondo politico, per non parlare degli “interessi di classe” che sortiscono effetti ancora più terribili a livello di cattiva informazione. A chi ritiene che queste mie riflessioni siano fuori tema chiedo una più profonda analisi... Inoltre, troppo spesso ci si dimentica che i mass media fanno di tutto per creare disinformazione mettendo in forte difficoltà anche gli insegnanti più bravi. Checché se ne dica i giovani ascoltano molto la televisione e si può dire che il computer sia la loro casa. E c'è chi vuol credere che per la bistrattata scuola sia compito facile smontare la montagna di sciocchezze che ogni giorno si arricchisce di nuove e più volgari (nonché false) informazioni, proprio grazie ai mezzi di comunicazione di massa. Questi mass media che troppo spesso utilizzano ignari personaggi gonfi di inebriante visibilità per fare propaganda di classe! Voglio concludere queste mie veloci considerazioni citando un personaggio grazie al quale, molti anni fa, mi appassionai alla musica classica: Severino Gazzelloni, grande (e un po' dimenticato) concertista di fama internazionale, docente di spicco all'Accademia Chigiana di Siena, collaboratore di artisti quali Pierre Boulez, Bruno Maderna, Salvatore Sciarrino, Kazuo Fukushima e tantissimi altri (praticamente di tutti i più importanti compositori del secondo Novecento). Beh, ricordo come fosse ora il suo impegno a favore dell'introduzione del flauto diritto nella didattica musicale per le scuole dell'obbligo. Mi risulta che, non a caso, un suo grande amico e collega, tale Giovanni Gatti (con cui anni fa iniziai lo studio del flauto traverso, parentesi “Michele Ferretti” a parte) abbia dato un notevole contributo all'introduzione della musica come materia obbligatoria nelle scuole secondarie di primo grado (attualmente si chiamano così) e all'uso del flauto dolce o diritto, oggi un po' sotto accusa.

                                                    Davide Crociati

 

PS : le famiglie tedesche saranno anche così colte da suonare Bach abitualmente, ma tra un italiano un po' sciamannato e due tedeschi plurilaureati continuo a preferire il primo...

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