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Lasa Loma (Totonto-CA)

                                   Castelli e fantasmi

 

Questo racconto è stato selezionato da Claudio Marabini nell'ambito di un concorso riservato ai lettori de "il Resto del Carlino" e pubblicato con tanto di disegno (non mio) in data 1 Marzo 1998. Colgo quindi l'occasione per ringraziare il Sig. Marabini, per decenni membro delle giurie dei maggiori premi letterari in tutta Italia, conduttore di programmi sulla radio nazionale, per un certo periodo ospite fisso della trasmissione RAI di Gigi Marzullo e naturalmente giornalista de "il Resto del Carlino" quando era diretto da Giovanni Spadolini.

 
Ero ancora molto piccolo quando cominciai a subire il fascino di rocche antiche e castelli (soprattutto scozzesi) e delle relative storie fantastiche. Ancora oggi credo che l’aspetto più straordinario e stimolante della vita sia “il mistero” e posso senz'altro affermare che l’invisibile e l’indecifrabile costituiscano da sempre la mia principale fonte d’ispirazione (ciò spiega l’interesse che provo sia per i libri di contenuto psicoanalitico che per la musica, o più in generale per l’arte). Credo che ogni uomo sia simile a un misterioso maniero, dimora di fantasmi e di esseri ridicoli e/o mostruosi, nonché dotato di passaggi segreti che conducono a stanze di tesori nascosti e ad alloggi principeschi, o a sopraelevate prigioni dorate dentro cui fanciulle dall’abito bianco vivono nella continua attesa del loro principe azzurro. Castelli, fantasmi, gnomi e folletti, mostri dall’aspetto terribile, non sono che espressioni del nostro mondo sommerso, quello che solitamente chiamiamo “Inconscio”. Visitare una rocca antica significa anche mettersi nella condizione di recuperare parte del proprio essere, ritrovando motivi archetipici che normalmente sfuggono a chi vive “orizzontalmente” la quotidianità. Lo stesso gusto del macabro che ha caratterizzato l’opera di tanti artisti, poeti e scrittori romantici trova una sua giustificazione nel desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla conoscenza, sovente troppo condizionata dal “Super Io”, cosicché il vampiro Dracula, personaggio della superstizione popolare derivato dalle più antiche credenze magico animistiche, incute timore a fanciulli e non (magari solo in un contesto di fantasia) perché ricorda certe proprietà malefico-seduttive dell’essere umano. Quando anni fa visitai la splendida rocca di Soragna, nei pressi di Parma e non distante da Fontanellato, altro piccolo centro assai suggestivo e non privo di castello, oggi sede del comune locale, rimasi molto colpito dalla teatralità con cui la guida si esprimeva mentre mostrava ai visitatori le stanze principesche e i lussuosi saloni, nonché la meravigliosa “galleria dei poeti” e la cripta dei “Meli-Lupi”: leggevo sul volto e nelle parole di quel curioso personaggio un misto di realtà e finzione, dava quasi l’impressione di credere egli stesso alle storie che raccontava, infondeva comunque il sospetto che quelle fantasticherie potessero contenere inquietanti frammenti di verità. Ancora oggi mi chiedo se fra quelle mura, in quel luogo d’altri tempi e così fuori mano, che già di giorno lascia immaginare come lo scenario possa essere straordinario e inquietante al calare delle tenebre e della nebbia, si consumino con più facilità antichi rituali della mente attraverso i quali non sia impossibile raggiungere stanze segrete dell’essere per entrare in contatto con entità spirituali appartenenti ad altre dimensioni. E a volte mi chiedo se certe nostre “fantasie” non siano davvero evanescenti emanazioni di realtà recondite, dimenticate ma presenti, temute ma allo stesso tempo "necessarie" (nel caso costituissero, davvero, i pertugi di passaggio dallo stato spirituale puro a quello psichico umano). D’altro canto, il ritmo frenetico che caratterizza la quotidianità distrae dai problemi dell’inconscio e ci fa dimenticare che la vita poggia sul mistero, sull’ignoto. Quindi ci aggrappiamo agli oggetti, rendiamo omaggio a chi sa fingere meglio, cerchiamo esternamente ciò che non riusciamo più a percepire poiché in ciascuno di noi si è formato un solido “reticolato” tra coscienza e inconscio che rischia di determinare pericolose fratture.
In quegli ampi saloni dentro i quali quadri e armi antiche facevano bella mostra di sé continuando a difendere l’onore dei nobili che ne furono i fieri proprietari, era più facile dischiudere le porte dei sentimenti e dopo un po’ m’accorsi della crescente frequenza con cui i miei sguardi e quelli della ragazza che faceva da guida al castello s’incontravano (mi sentivo straordinariamente magnetico, in quel luogo!) e la nostra distanza fisica si assottigliava progressivamente, tanto che in ultimo camminavamo molto vicini… Uscito dal castello, alcuni minuti di traffico cittadino furono sufficienti a dissolvere “l’incantesimo”! Come anche in quell'occasione potei constatare, certi ambienti che definirei “magici” permettono di recuperare parti nascoste di sé, ciò che favorisce l’emergere di “elementi inconsci”, esattamente come un cielo nuvoloso che minaccia pioggia e l’odore antico dell’erba bagnata possono essere utili alla ricostruzione d’un “ambiente psichico” nell'ambito del quale non è impossibile far riemergere emozioni perdute nelle profondità dell'essere. Forse per questo, spesso, sogno di trovarmi in Scozia, nei pressi di un misterioso maniero, tra verdi colline dalle cime smussate, sulla riva silenziosa di un lago cupo e placido, sotto un cielo di nuvoloni grigi, immerso in un clima d’indecifrabile mistero, per scoprire che il mostro di Loch Ness esiste, nell’immaginazione ma anche nella memoria arcaica dell’umanità, dentro la quale continuano a vivere creature dai lunghi colli e dalle fauci terrificanti: quel mondo continuiamo a portarlo dentro, i mostri che lo abitavano stanno forse all’origine di tante paure e fantasie di oggi. In fondo il tempo che ci separa da quei terribili “diavoli alati” è breve, praticamente un soffio d’eternità, e dietro lo sciame brulicante d’una umanità cresciuta quell’alito caldo e puzzolente continua a farsi sentire…
 

                                                                   Davide Crociati

Casa Loma (Totonto-CA)
Cala Loma (Totonto-CA)

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