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                                                       Bellaria, 19 Maggio 2011

 

I balli del qua qua

 

Ballano, oggi tutti ballano! Ma cosa c’è da ballare se le cose in Italia, in Europa e nel mondo vanno così male, se le guerre si sostituiscono con troppa facilità alla diplomazia, se tanta gente non arriva alla fine del mese, se omicidi, suicidi, stupri “solistici” o di gruppo aumentano in modo vertiginoso ad ogni anno che passa, se la cocaina è servita al tavolo del ristorante di turno quasi fosse una normale pietanza, se i tagli forse non sempre al posto giusto stanno facendo regredire i lavoratori al livello di autentici schiavi, se si cerca di correggere gli errori del passato (cosa di per sé giustissima, naturalmente) ma tenendo conto soprattutto (o solo?) delle “esigenze” di chi già gode di una posizione sociale più che tranquillizzante? Cosa c’è da ballare se ormai l’Arte viene considerata un inutile soprammobile, se la “nuova televisione” non è che un contenitore di false scuole della malora, vane e dolciastre, facenti leva su principi che più falsi non si può (evidentemente la modernità vera sta da tutt’altra parte), di politicanti da circo equestre, di programmi super obesi di ballerine e di presentatori logorroici e culturalmente fuorvianti, ben che vada melensi e retorici, e se vengono spesi soldi anche pubblici per girare e rigirare attorno a squallidi e miseri casi di cronaca nera, indugiando su particolari spesso insignificanti? Che cosa c’è di divertente “waka waka” di schizzinose bamboline gonfiate che dovrebbero fare indignare fino alla morte le donne più evolute? Dovremmo chiederci seriamente se non sarebbe conveniente una maggiore compostezza da di tutti, soprattutto da parte dei politici, onde lenire anche un po' soltanto la rabbia interiore (mica sempre ingiustificata) di chi si trova a dover decidere se abbandonarsi a qualche forma di delinquenza, per poter continuare a sostenere e a tenere insieme la famiglia, o appendersi a un albero o a un’inferriata con la corda al collo con tante scuse per non avere avuto la fortuna di saper/poter fare meglio?

 

Da qualche anno a questa parte a molti è sembrata attraente l’idea di una

destra che possa dare una sonora frustata alle  gambe della  neo  sinistra 

dei banchieri, narcisa, nostalgica  e  antipaticamente  tronfia. Ma se poi si 

rivelasse  un  boomerang e  “il marcio”  si  spostasse lungo l’asse sinistra-

destra  con  troppa  disinvoltura, secondo  la  legge  implacabile  dei vasi 

comunicanti?

Che l’uomo sia mafioso per natura, a vari livelli, sembra ormai sotto gli occhi di tutti, anche di chi non vorrebbe vedere per evitarsi una grande sofferenza interiore (a livello inconscio si interiorizza, ahimè, che piaccia o meno): c’è la mafia di chi uccide e di chi espropria indebitamente beni materiali, ma c’è anche la mafia sottile e strisciante di chi coglie ogni occasione per ledere in maniera impercettibile ad occhio/orecchio nudo la dignità d’un avversario o comunque d’un competitore. C’è dunque da ballare?

E ci sono personaggi pubblici che si caricano sulle spalle della loro propria immagine il peso della gioventù di oggi coi suoi dubbi e le sue disperazioni, nonostante si colga in questo “nobile intento” un vizio di fondo che sta nella pretesa di educare mostrando la realtà in modo esageratamente sfacciato, inducendo a sospettare che convenga accodarsi ad altrettanti personaggi pubblici, della politica (come Grillo) o del mondo dello spettacolo (come Celentano, che mostra poco la faccia forse nella consapevolezza che i saggi cercano il silenzio e l’isolamento ), o magari a una vecchia ideologia, ben intuendo la caducità di uomini e “credo politici” dettati da contingenze più che altro di carattere economico. Tutto considerato, allora, che c’è da ballare se questa mania del movimento corporeo a tutti i costi, al ritmo di musichette equivoche e comunque di poco valore, che sembra voler condizionare tutti, non è che un illusionismo allegro la cui funzione è quella di farci sentire meno “struzzi” pur inducendoci ad essere tali nella sostanza?...

 

                                              Davide Crociati

 

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