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                                                           Bellaria Igea Marina, 30 Agosto 2020

 

Il Male

 

Sembra che ultimamente in tv e sui giornali il problema dell'esistenza del male sia particolarmente sentito. C'è chi si appiglia ai mostri sacri della psicologia e della psichiatria per “dimostrare” che le prime vittime sono coloro che il male lo compiono, poiché i meschini avvertono un intimo, irrefrenabile bisogno di risolvere tensioni e sofferenze nell'altrui sacrificio. Si parla dell'influenza dell'ambiente, per esempio, che può indurre un individuo di segno positivo a sbandare verso il polo opposto. In effetti, come negare che le cause che possono spingere tanti malcapitati sul mare oscuro degli istinti animaleschi, persa la bussola di riferimento, siano potenzialmente infinite? E che il destino possa metterci lo zampino in ogni momento e senza preavviso appare altresì un dato di fatto. Ma esistono entità complesse e tuttora insondabili, fatte di uomini in carne ed ossa, che partendo da un certo livello di consapevolezza si adoperano per pianificare la realtà al fine di creare condizioni che inducano le vittime designate a cadere nella rete del peccato, facendo così nuovi “proseliti” al servizio della distruzione sociale.

Se pensiamo al “Tavistock Institute of Human Relations”, che ha annoverato tra i suoi allievi personaggi del calibro di Kissinger (che sembra implicato nel rapimento e nell'uccisione di Aldo Moro), il cui scopo dichiarato è quello di applicare metodi e idee delle scienze sociali con un campo d'azione che spazia dall'economia all'antropologia, dalle scienze politiche alla psicoanalisi, dalla psicologia alla sociologia, qualche dubbio sul “candore dei colpevoli” viene. L'Istituto nacque a Londra nel 1920 (in Tavistock Square) come clinica psichiatrica ad oper di Cyril Burt, esperto di ricerche sul paranormale, e di Hugh Crichton-Miller, vicepresidente dell'Istituto C.G.Jung con sede a Zurigo (che ho avuto il piacere di visitare, dopo avere conosciuto personalmente un nipote del grande scienziato e “teosofo”). Tra le altre cose, nell'Istituto, che gode dei finanziamenti della Rockefeller Foundation e di altre “entità” americane, si studiò la soglia di sopportazione d'un poveraccio sottoposto a sollecitazioni limite (come non pensare alle sciagurate ricerche di Menghele, che sembrava avere una predilezione per i gemelli da utilizzare come cavie umane?). Nei primi anni trenta Kurt Lewin divenne direttore del Tavistock: lo scienziato tedesco conosceva bene le tecniche di “manipolazione” di un individuo inserito in un gruppo, quindi sapeva come condizionarne la personalità sino a mutarne addirittura il quadro valoriale! Può essere utile aggiungere che negli anni della rivoluzione studentesca il Tavistock collaborò coi servizi segreti inglesi sugli esperimenti sociali che comportavano la diffusione della droga (soprattutto di quella artificiale, come l'Lsd, ovvero l'acido lisergico che venne sviluppato dalla Sandoz AG, casa farmaceutica svizzera di proprietà della S.G Warburg di Londra). Gli esperimenti vennero messi in pratica nell'ambito di un fenomeno a dir poco destabilizzante che prese il nome di “controcultura” e che godette di “sponsor importanti” (come il Centro Britannico di Studi Ambientali, il Ministero della Difesa britannico, l'Università di Harvard, la Fondazione Ford e altri!). Gregory Bateson, padre degli hippies californiani, fu uno dei personaggi di spicco della controcultura della droga... Per la cronaca, il Tavistock ha trovato un appoggio anche in società come il Club di Roma, congrega nel cui ambito, attingendo anche al linguaggio della teosofia (ricordiamo che per teosofia si intende una dottrina filosofico-religiosa che mescola scienza e conoscenza mistica), si fecero ipotesi quanto mai discutibili sulla “capacità di carico” della terra, che i media non tardarono a prendere per buone presentandole come ineluttabili, auspicando quindi l'applicazione a livello globale di “rigidi protocolli”... Il Club di Roma nacque nel '68 (data quanto mai significativa) e il suo scopo era quello di “riflettere sulle questioni umane”. Negli anni dei moti studenteschi (e dell'avvio della strategia della tensione in Italia) Aurelio Peccei, uno dei cofondatori del Club di Roma, partecipò per 4 volte agli incontri del gruppo Bildelberg (1963, 1964, 1967, 1968). Sul famigerato gruppo internazionale che tanto ha fatto e fa discutere ha già detto molto Daniel Estulin nel suo libro “Il Club Bildelberg – La storia segreta dei padroni del mondo" (Arianna Editrice). Si può aggiungere che secondo alcuni studiosi dell'alta massoneria internazionale l'organizzazione, con la Trilaterale e il CFR (Council of Foreign Relations, considerato il “governo ombra” americano) costituirebbero alcuni dei cerchi esterni del potere occulto.

Tornando a noi, sono molti e inquietanti gli indizi che ci parlano di “istigazione al male”, a cominciare dal “pensiero allargato” di natura gnostica secondo cui anche gli atti immorali generalmente condannati dall'opinione pubblica, una volta liberati dal loro normale ambito, diventano un mezzo per conseguire “forme di illuminazione”. E che dire di chi aspira a mescolare in casa altrui etnie molto diverse (non uso la parola “razza”), allo stesso tempo guardandosi bene dal cercare di riprodurre lo stesso fenomeno in casa propria? Così i “razzisti” sarebbero coloro che (giustamente) vogliono evitare di essere invasi, mentre i “manovratori”, standosene al sicuro nei cerchi interni del potere, sarebbero i detentori della “verità”, al di là del bene e del male (ricordo che Nietzsche è morto pazzo!).

Ribadisco che ultimamente il problema dell'esistenza del male sembra particolarmente sentito dai media. Già questo fa capire che i grandi misteri della natura sono tuttora insoluti. A proposito del male, oggi credo sia impossibile affrontare una questione tanto complessa senza il supporto della “vera” psicologia e soprattutto del buonsenso. Non sempre chi critica le teorie di Freud ha intenzione di buttare il bambino insieme all'acqua sporca, per intenderci, ma è legittimo e forse doveroso chiedersi se anche nel rapporto con la psicoanalisi non ci sia qualcuno dalla mente raffinata interessato a sviluppare un atteggiamento ambiguo, con l'intenzione nascosta di manovrare la società per fini ideologici ed economici, sovrapponendo falsità ammantate di scienza a verità conoscere le quali può essere invece utile all'uomo. Così come è preoccupante la presenza di un virus pericoloso nell'organismo umano, crea perplessità la sovrapposizione di un corpo sociale anonimo a una comunità dal DNA culturale e spirituale con esso incompatibile.

Quando si chiami il Diavolo con le cerimonie volute, il Diavolo viene e lo si vede” (Eliphas Levi). Si ritiene che l'opera di Eliphas Levi (nome ebraico di Alphonse-Louis Costant) sia ritenuta fondamentale dagli stessi “adepti seri”. Apre le porte alla comprensione più autentica e profonda degli avvenimenti che stanno sconvolgendo il mondo. Egli diceva che in Magia nera, il Diavolo è il grande agente magico impiegato per il male da una volontà perversa”. Secondo il prete apostata versato in magia e scienze occulte la magia è rinuncia totale della ragione”. Davvero strani personaggi, quelli che hanno ispirato e ispirano gli “Illuminati” della terra! C'è stato chi ispirandosi a Wells (scrittore britannico tra i più popolari) ha voluto coglierne alcuni spunti interessanti, vedi quanto segue: La Cospirazione Aperta si mostrerà, credo, come un'organizzazione cosciente di uomini intelligenti e, del tutto possibile in certi casi, come un movimento avente gli scopi sociali e politici definiti, che per sua ammissione, non tiene in alcun modo i vertici esistenti e il controllo politico, o ne fa un uso strumentale in rapporto al momento; null'altro che un movimento di persone in una certa direzione che fra non molto scoprirà con una certa sorpresa il fine comune verso il quale si stavano indirizzando (…). In tutti i casi essi influenzeranno e controlleranno i vertici del governo visibile”. Herbert George Wells (1866-1946) fu un alto iniziato della Fabian Society e della Golden Dawn. Alla Fabian Society appartenne Aleister Crowley, per molto tempo alla guida dei servizi segreti britannici per l'estero, il quale diceva, rivolgendosi soprattutto ai giovani: “Fai ciò che vuoi”. Praticamente un invito a godere la vita senza limiti o regole morali, nella continua ricerca della soddisfazione personale e del piacere fine a se stesso. Insomma, una vita spericolata”... A pagina 23 di “Adoratori del Diavolo e Rock Satanico” Corrado Balducci (compianto uomo di chiesa ma anche psichiatra) ci ricorda che: Aleister Crowley viene indicato come il padre del satanismo moderno e contemporaneo” . Con due passioni, aggiungo io: “Il sesso e il diavolo”. Ecco un'altro passaggio tratto dal sopracitato libro: Nell'aprile del 1920 (Crowley) si recava a Cefalù, per fondarvi un «Convento di Satana» («Abbazia di Thelma, indicata da Wilson come l'Abbazia del «fa ciò che vuoi». Qui rimase indisturbato con i suoi discepoli del diavolo a celebrare (come aveva fatto un po' ovunque) delle orge culturali in cui gli elementi fondamentali erano sempre costituiti dalla droga e dal sesso. Cani e gatti erano regolarmente le vittime che si offrivano ai demoni, e il sangue scorreva su una vergine che formava l'altare del sacrificio”. Ovviamente il “Mago” Crowley fu anche spacciatore di droga («Elisir di lunga vita», ecc.). Se generazioni di giovani si sono ispirati a personaggi del genere come possiamo lamentarci dell'egoismo dilagante e del fatto che ci ritroviamo una società di monadi incapaci di comunicare e di fare una vera rivoluzione nel senso fisico del termine? Una società edonistica dei consumi, è, quella che ci appartiene, dal narcisismo dilagante e intrisa di strisciante autolesionismo. Incapace di reagire di fronte agli stravolgimenti geopolitici in atto, pronta a giustificare la propria inerzia con l'apertura verso il prossimo imposta dal “progresso ineluttabile” che ci trascina a velocità supersonica verso una meta imprecisata (riguardo all'apertura verso il prossimo, poi, bisogna vedere come la pensano dall'altra parte...). Non ha torto, Mattia Ferraresi, nel suo “Il secolo greve - alle origini del nuovo disordine mondiale” quando invita la società occidentale a fare autocritica prima di lamentarsi della migrazione di massa e altri problemi che ben conosciamo... Qualcuno dice che “la Fabian Society, di cui è stato membro Aleister Crowley, sia una catena di trasmissione dalle retrologge alla scena politica su cui i vari Clinton, Elsin ed altri hanno trasmesso gli ordini di servizio ad alta voce, prontamente ripresi e riecheggiati dai mezzi di comunicazione manipolati dagli inesauribili mezzi dell'Alta Finanza, in modo da creare «quell'opinione pubblica», quella «volontà popolare» di cui il socialismo e i partiti si dichiarano figli”. Aldous Huxley negli anni 50 contribuì in modo determinante alla diffusione dell'Lsd e il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla rivoluzione studentesca del '68, quindi al lancio della droga negli USA. Anch'egli membro della Fabian Society, presso il Centro di Studi sulla Persona Umana francese collaborò, fra gli altri, con Maria Montessori, la quale affermò di voler “rinunciare ai figli in nome di una maternità che si allarga all'umanità intera”. C'è poco da fare, in quel tempo spirava forte il vento della teosofia! Tornando ad Huxley, nel '60 egli divenne professore presso un Istituto di Boston, “think thank” del programma neo-maltusiano del già citato Club di Roma. Già, proprio “un bel programma”... Visto che era inevitabile associare il nome di Aldous Huxley all'Lsd, vediamo di spendere qualche parola sul più famoso degli allucinogeni. Cedo la parola a Lara Ricci, che nel suo libro “Droghe e dipendenze” (Boroli Editore) a pagina 155 scrive: L'effetto ha inizio 1-2 ore dopo l'ingestione e può durare fino a 12 ore. L'Lsd provoca tachicardia, ipertensione, vampate di calore, salivazione, lacrimazione, esasperazione dei riflessi, a volte vomito e mancanza di coordinazione dei movimenti e, se preso in alte dosi, convulsioni e coma. Inoltre si hanno distorsioni della percezione del mondo esterno: si possono sentire voci, vedere cose o provare sensazioni che non esistono. Anche la percezione che si ha di se stessi può cambiare profondamente, tanto da non riconoscersi più. Con l'Lsd può capitare di vedere oggetti inanimati che si animano, interagiscono con l'utilizzatore (…). Può capitare di pensare di parlare con il diavolo, di vivere l'inferno, di credere di saper volare (e per questo anche arrivare a lanciarsi dalla finestra). Colori, odori, rumori sono amplificati. Le emozioni vanno dalla paura all'euforia e mutano così rapidamente che si può avere l'impressione di provarle contemporaneamente”. Ancora: “L'ingestione di questa sostanza può provocare anche strascichi psicotici che perdurano per anni: si continuano ad avere allucinazioni, gravi disturbi dell'umore, depressione, comportamenti maniacali. Per lungo tempo si possono vedere strani aloni colorati o si può avere l'impressione che gli oggetti, visti con la coda dell'occhio, di muovano”

Oggi qualcuno vorrebbe legalizzare la droga leggera, ma l'Istituto Superiore di Sanità si è espresso a sfavore di qualsiasi sostanza alterante (sempre che nel frattempo non sia successo altro...).

Non è che non si sappia: la droga è distruttiva. Tutta. Ne sanno qualcosa in California e nei Paesi dove la felicità è solo apparente, dove il tasso dei suicidi causa depressione è significativamente alto al di là dei falsi proclami. La droga è causa di un male subdolo e dilagante, a volte invisibile e per questo peggiore di altri mali che affliggono la società. Ciò autorizza a sperare che il Presidente della Repubblica sappia fare blocco verso qualsiasi iniziativa possa andare nella direzione di un governo pusher! Ci sono stati e sempre ci saranno casi in cui la parola “legge” ha dovuto e dovrà fare i conti con la storia (basti pensare alle leggi razziali, andare contro le quali significava “contrapporsi allo Stato”!), per cui non si deve avere timore a definire “spacciatore” un governo che per discutibili intenzioni ideologiche non voglia rendersi conto della pericolosità di un “messaggio culturale” deleterio, secondo il quale sarebbe giusto sacrificare tante vite sull'altare di un presunto “meno peggio”, che finirebbe col permeare in tutti gli strati del tessuto sociale già così compromesso a causa della leggerezza con cui fino ad oggi è stato affrontato il problema. D'obbligo chiedersi cosa accadrebbe, in futuro, se Stato e malavita si facessero concorrenza nel mercato della droga! Come negare che tra le possibili conseguenze potrebbe esserci uno scadimento del mercato stesso verso sostanze sempre più economiche (oltre che accessibili) e per questo prevedibilmente nocive se non letali?

Il male esiste e lo compie chi spaccia sostanze mortali o comunque distruttive; lo compie una società che non solo non mette in guardia i giovani sulla pericolosità degli stupefacenti in genere ma addirittura ne propone la liberalizzazione!

Il male esiste in chi mostra un sorriso nascondendo l'inganno per tornaconto personale o per sostenere un'ideologia, adducendo “motivi superiori” come scusa idiota. Inutile continuare perché la lista sarebbe interminabile. Con tutta l'umana pietà che si può provare per chi si annida oltre il 33°, il male andrebbe combattuto come si combatte un virus o qualsiasi accidente possa compromettere la salute di qualcuno.

 

                                                                       Davide Crociati

 

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