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                                                               Bellaria I.M., 30 Marzo 2018

 

E infine il “Matterellum”

(nonsense)

 

Stiamo attraversando una fase storica difficile dal punto di vista sociale e politico. La trepidante attesa di novità riguardo alla fomazione di un governo prevedibilmente temerario per sua stessa natura, che dovrebbe risolvere mille problemi moltiplicati per mille, sta forse alla base di uno strano sogno che ho fatto la notte scorsa. Al mio risveglio non capivo se dovessi essere preoccupato per me stesso o piuttosto per l'intera collettività! Ciò per via di una “strana presenza” con cui ero venuto a contatto e che si esprimeva sull'onda di un'energia sotterranea, nel caso specifico attivando a mia insaputa i meccanismi del linguaggio onirico rendendo straordinario e inquietante quel mio insolito incontro con Morfeo...

Sulle complesse schede elettorali tutti i simboli dei partiti e delle coalizioni venivano riproposti in ciascuno dei numerosi settori: dall'economia alla sicurezza, dall'istruzione ai beni culturali, dalla politica estera alla sanità, dalla giustizia al welfare e via dicendo. Così eravamo individualmente chiamati a disseminare voti lungo tutto l'arco costituzionale, per cui ogni elettore poteva associare un simbolo a un tema, o ad alcuni temi tra loro più o meno collegati. Per farla breve ho sognato un “governo Frankestein” post-ideologico, ovvero un sistema di gestione semplice e complesso organizzato in piccoli governi paralleli e plenipotenziari, ciascuno dei quali con compiti specifici e un proprio budget da gestire. Per esempio: i beni culturali e/o la sanità al PD e contemporaneamente l'istruzione e/o la sicurezza alla destra. E via dicendo. Dal Mattarellum al “Matterellum”. Altra cosa da un governo trasversale facente capo ad una precisa area politica. Non tutti insieme appassionatamente nella stessa casa ma ciascuna “famiglia” riunita in un singolo appartamento del condominio comune. Nel sogno era anche previsto che una cerchia di saggi-tecnici e di tecnici-saggi controllassero con una certa discrezione e allo stesso tempo con la necessaria decisione l'andamento generale, garantendo in primis la volontà degli elettori espressa attraverso il voto e, contemporaneamente, l'indipendenza di ciascun mini-governo e del relativo, specifico maxi-programma. Era altresì previsto un Ministero, anzi, un governetto che si occupasse esclusivamente della mafia, o delle mafie in genere. Insomma un autentico paradosso, per non parlare di “schizofrenia funzionale”! Naturalmente, per garantire l'autonomia delle “monadi politiche” nella mia fantasia notturna si intuiva la necessità di frapporre tra di esse “solide mura protettive”, ben desonorizzate come possono esserlo quelle di un normale appartamento di un qualsiasi condominio di ultima generazione. Nel sogno? Riunioni di condominio = zero! I vari “governi-commissione” dovevano essere (questo sì) in competizione indiretta tra loro, affinché si sentissero stimolati a rendere al meglio curando anche la necessaria “economia interna”.

A ben pensarci, riflettendo da sveglio, credo che qualsiasi governo a tempo determinato, per quanto democraticamente eletto, sia pur sempre caratterizzato da alcune connotazioni “dittatoriali”, per effetto di una maggioranza che soprattutto quando è ben solida impedisce alle forze di opposizione di interagire attivamente, o comunque di farlo più di tanto e in modo significativo. Del resto sappiamo bene che in questa terra, come credo in altri ipotetici mondi sperduti nell'Universo (dubito che non ce ne siano un'infinità se è vero che l'Universo stesso è infinito) , la ragione non sta mai da una sola parte. Così il sogno andava nella direzione di una gestione multipla in cui forze parallele ogni tanto si incontravano solo per ascoltare l'inno di Mameli e per leggere testi di grandi italiani super partes (faccio per dire), in una Camera addobbata col tricolore così come in una strada di New York sventolano bandiere americane in abbondanza, per rendere al mondo intero un'idea di compattezza e di forza (Vietnam, Ku Klux Klan, stragi nelle scuole e iniezioni letali a parte). Come si è sempre detto “l'occhio vuole la sua parte”.

Quando mi sono svegliato i miei occhi dovevavo essere simili a quelli di Mr. Hyde versione Albertazzi, perché l'impronta di quello scenario così organizzato e così improbabile, per quanto fosse di materiale onirico, mi ha lasciato uno strascico di amaro in bocca. A chiunque sappia apprezzare ampi spazi e una sana alternanza quel condominio chiuso, dallo stile inedito e un po' “soviet”, sarebbe sembrato una grande gabbia con molte stie interne. O forse no?...

 

                                                    Davide Crociati

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