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                                                                           Bellaria Igea Marina, 11 Aprile 2022

 

Rete infernale

 

Poiché non c'è tanta differenza tra il non parlare dei veri problemi di oggi (dicasi Great Reset con tutte le sue implicazioni) e il parlarne quotidianamente, nel secondo caso anche per effetto di una pericolosa assuefazione che induce i più a vedere le cose in maniera fatalistica, diventa necessario non assumere i toni dell'ineluttabilità pur continuando a tenere il focus su ciò che sta accadendo a livello planetario. Quindi, la mia modesta opinione di cittadino comune è che si debba parlare con quotidiana frequenza delle «tribolazioni» cui siamo sottoposti (non vedo quale altro termine usare dal momento che di guai si tratta), pur tuttavia mantenendo desta l'attenzione sulla possibilità che, grazie a un «risveglio naturale» dei popoli, sia possibile, in futuro, effettuare un giro di boa che potrebbe loro permettere, seppure malconci, di riguadagnare la riva della «normalità» (termine riconducibile alla legge della reciprocità nel suo duplice aspetto attivo e passivo). Ritengo altresì necessario scrollarsi di dosso la paura del martirio, dal momento che vivere da pecore non significa evitare il macello (tutt'altro!). Pertanto la matematica suggerirebbe di continuare la lotta ad ogni livello, nella consapevolezza che i benefici del proprio sacrificio potrebbero goderli i posteri, così come gli ex posteri oggi visitano i campi di sterminio che hanno oscurato alcuni momenti della storia umana. A tale riguardo, parlando con un collega ho colto il dramma degli insegnanti che devono festeggiare la giornata della memoria e allo stesso tempo osservare dalla finestra dell'aula scolastica la collega tenuta ai margini perché non si è voluta sottoporre a una più che dubbia sperimentazione farmacologica, che da varie fonti (anche dirette) si dice stia seminando problemi non trascurabili. Per non dire peggio. I professori che dentro le aule parlano ai loro giovani studenti di solidarietà poi devono chiudere un occhio o entrambi sulla discriminazione sociale, oggi palesemente in atto, verso chi sceglie di non essere cavia da laboratorio solo per soddisfare le esigenze di Big Pharma, ossia delle aziende dai fatturati miliardari che operano nella produzione, commercializzazione e distribuzione di farmaci e medicinali. In tutto il mondo. Come le tristi orchestrine composte da prigionieri costretti a suonare marcette e a deridere se stessi in attesa di soccombere tra stenti e violenze, così gli insegnanti sono oggi chiamati a cantare la canzone della solidarietà mentre intorno si compie una tragedia moderna e si rischia di far rivivere una storia tinta di rosso sangue dai contorni neri, quella che sta rialzando la testa minacciosamente per mostrare il suo ghigno inquietante a un gregge indifferente o preda della sindrome di Stoccolma, quindi di una situazione paradossale in cui la vittima di un atteggiamento aggressivo e violento finisce per provare un insano sentimento di solidarietà, se non di attaccamento morboso verso il proprio aguzzino che detiene una posizione di potere nei suoi confronti. Tutto ciò per effetto di una paura talmente profonda da non trovare altro sbocco che nella resa incondizionata all'insana forza della prepotenza e della sopraffazione. Anche oggi si rischia l'annichilimento della dignità umana per volontà di forze sovranazionali, sempre più coordinate e votate a uno gnosticismo eretto a giudice e boia. Nondimeno, si ha la sensazione che queste forze senza limiti e confini («e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini», recitava forse non a caso una canzone di Lucio Battisti datata 1973) sembrano dettare la struttura architettonica a sette che operano nell'ombra anche in territorio nazionale, che non si può escludere trovino inquietanti punti di contatto con le Istituzioni, pronte ad alimentare consensi sfruttando talora situazioni poco chiare. Ci si riferisce a strutture verticistiche e autoritarie (altro che senza limiti e confini!) che fanno proseliti grazie a illusionistici programmi improntati al benessere e a un sedicente sviluppo spirituale, spesso (o sempre) su base New Age. Se ci pensiamo bene molte cose si inanellano. Difficile non notare come molti personaggi in vista confessino la loro simpatia per il movimento Soka Gakkai, che in Giappone ha persino un partito politico di riferimento (il New Komeito) nel cui ambito si coltivano valori distanti da quelli cristiani (impossibile non farci caso, quello dei «movimenti» di contrasto al cristianesimo è un tema oggi molto ricorrente e ciò appare tutt'altro che casuale!). I suoi adepti vengono da alcuni definiti «Testimoni di Geova in versione buddhista». Qui ne ricordiamo soltanto alcuni: Roberto Baggio, Sabina Guzzanti, Carmen Consoli, l'ex Weather Report Wayne Shorter (che a suo stesso dire si è ispirato ai musicisti più colti e «ribelli» del XX secolo, Stravinskij e Schönberg in primis), i jazzisti Buster Williams ed il popolarissimo Herbie Hancock, la cantautrice statunitense Suzanne Vega (che ha frequentato la scuola in cui è ambientato il film Saranno famosi), l'attore Patrick Duffy (fratello del terribile JR nella serie tv Dallas), John Astin (de La famiglia Adams), Howard Jones (musicista britannico affiancato tra gli altri dal beatles Ringo Starr e dall'ELP/King Crimson Greg Lake), David Bennet Cohen (membro di una Band «psichedelica» degli anni '60), Belinda Carlisle (leader delle Go-Go's, la prima Band rock and roll di successo tutta al femminile, autentico veicolo di una «nuova sensibilità» destinata a relegare gli uomini al ruolo di valletti o cuochi televisivi, con il dovuto rispetto per i veri Chef di vocazione), Orlando Bloom (Legola ne Il Signore degli Anelli e con una parte nella saga Il pirata dei Caraibi), Vinessa Shaw (modella statunitense), Hayley Mills (interprete britannica in alcune pellicole della Walt Disney), Nick Jago, Courtney Love (vedova di Kurt Cobain, noto chitarrista dei Nirvana), l'avvocato statunitense, politico e membro del Congressional Progressive Caucus Hank Johnson (da sottolineare che il CPC lavora per sostenere e sviluppare le questioni e le posizioni «progressiste»), la discussa Christine Rankin (Department of Social Welfare), criticata per le spese «stravaganti» e per il suo «culto della personalità», l'americano autore di Best Sellers Craig Taro Gold, autore con Tina Turner di una pubblicazione, nonché la stessa Tina Turner e, per chiudere questo incompletissimo elenco, Alan Sorrenti, nostrano «figlio delle stelle» dai toni malinconici. Numerosi altri personaggi tra musicisti, attori, sportivi e VIP cosiddetti, italiani e stranieri, si sono dichiarati seguaci del Buddha.

Se come qualcuno dice «la struttura verticistica e autoritaria di una setta è il sogno di ogni leader di partito», si può intuire l'esistenza di un'alta regia anche dietro alcune o numerose confraternite o organizzazioni più o meno occulte, quali possono essere Scientology (nota con il nome di Sea Organization, ossia Organizzazione del mare), che ha/ha avuto nelle sue file personaggi di spicco come l'attore Tom Cruise, il grande jazzista Chick Corea, Catherine Bell (attrice e modella britannica naturalizzata statunitense), la corpulenta attrice originaria del Kansas Kristie Alley, la candidata premio Oscar Anne Archer, l'attore Jason Dohring (appare anche in CSI: scena del crimine), Erika Christensen (tra le altre cose interprete in Un'ammiratrice pericolosa e in Amore infedele e la serie naturalmente potrebbe continuare; o come la comunità Damanhur, fondata da Orberto Airaudi nel 1978 (l'attuale sindaco di Vidracco, Antonio Bernini, pare ne sia un componente) che si dice non riconosca il valore dell'uguaglianza all'interno di una struttura ancora una volta verticistica e che propone rimedi sui quali la scienza ufficiale dovrebbe avere qualcosa da ridire, come nel caso della «costosa» cabina ringiovanimento, stando al cui interno per una quarantina di minuti se ne riporterebbero effetti duraturi per la salute. Non so se trasmissioni come Striscia la notizia e le Iene se ne siano mai o abbastanza occupate. Lo schema piramidale, simile a quello adottato da alcune multinazionali, è insito nel modello organizzativo del Movimento umanista, tra i cui progettii c'è la convergenza delle culture e il raggiungimento dell'uguaglianza tra gli uomini (poi bisogna vedere cosa significa per il movimento «uguaglianza») e nella cui formula ben collaudata si ritrovano molti riferimenti religiosi che inconsciamente vengono elaborati dai «fedeli» per la forte carica suggestiva che emanano. Da una descrizione che qualcuno ha fatto sembra che giovani e meno giovani aderenti a questa ennesima organizzazione si mostrino come residuati (apparentemente) non bellici della cultura hippie. Sulla carta gli intenti del movimento sono di stampo ecologista e pacifista, parole che tuttavia ricordano sempre più quel linguaggio del «politicamente corretto» tanto caro agli apprendisti stregoni pro-globalizzazione a tutti i costi. Eppoi leggo da qualche parte di un certo (defunto) Antonio Meneghetti, stravagante e si dice anche un po' superbo guru di Ontopsicologia, molto vicino ai Circoli giovanili di Marcello Dell'Utri e quindi (si presume) all'area Berlusconiana. Senza voler fare troppo facili collegamenti. Resta il fatto che la meraviglia è grande per quant'è piccolo il mondo, poiché certi nomi rientrano in tutte le salse...

«Quando vedo fenomeni che non riesco a spiegarmi e vedo legami tra persone, che non riesco a spiegarmi, io parlo di massoneria»: questa frase interessante ed inquietante pronunciata a Di Martedì dal «faccendiere» Alessandro Profumo è stata riportata nel secondo libro di Sallusti-Palamara sulle «cupole oscure che controllano il sistema e divorano l'Italia». Del resto come si evince dagli atti di un'inchiesta parlamentare sui rapporti tra mafia e massoneria (davvero a volte non si comprende dove stia il confine tra i due mondi oscuri, sfuggenti e simili nell'architettura portante) il problema della «opportunistica connivenza» o nel migliore dei casi della «permeabilità», a essere generosi dovuta alla trascuratezza dei controlli, è reale e dovrebbe far riflettere chiunque abbia un minimo a cuore le sorti della società civile. Per questo dovremmo prestare attenzione alle parole di un Profumo e farle nostre ogni giorno. Laddove tra «banchieri di dio» e intrighi di palazzo esiste un'architettura verticistica e dai lineamenti poco chiari è del tutto lecito sospettare che vi si possa annidare di tutto. Alla fine viene pure il sospetto che dietro le stesse organizzazioni a sfondo «New Age» possa esserci lo «zampino» (si fa per di dire) delle onnipresenti famiglie oligarchiche, che risiedono nell'Olimpo situato al vertice della Piramide mondialista e che «tutto possono» grazie al potere accumulato: denaro stampato dal nulla, traffico internazionale di armi e di stupefacenti, mezzi di comunicazione grandi e piccoli, false informazioni sul cambiamento climatico, giustizia corrotta e mafie rappresentano forse l'olio nel motore in questo loro percorso di globalizzazione che sta lasciando indietro troppa brava gente. Un ministro del governo Draghi non ha forse dichiarato pubblicamente che «il mondo è stato progettato per tre miliardi di persone»? Ma poi, «progettato» da chi? Questi «senzadio» si riferiscono forse a un manipolo di umani, troppo umani? Pochi ma buoni in barba al comunismo il cui errore più grave consiste forse nel voler imporre egualitarismo, solidarietà e condivisione a conglomerati di milioni di persone, cosa che qualcuno definisce irrealizzabile per puri e semplici motivi biologici? Ecco cosa si annida dietro la decantata «solidarietà», quella che costringe i poveri (ma non sempre incolpevoli) docenti a chiudere un occhio o due sulle discriminazioni oggi imposte per legge verso alcuni loro colleghi, mentre celebrano col paraocchi giornate commemorative sulle note di personaggi in certi casi «nobellizzati» solo per l'impegno che hanno «furbescamente» profuso nel portare acqua al mulino dell'internazionalismo illiberale e regressivo mascherato da progresso ineluttabile. Insomma, una mega fregatura!

Il rapporto tra mafia (nella sua accezione più ampia) e massoneria internazionale nelle sue varie declinazioni nazionali rappresenta quindi un capitolo tutt'altro che secondario nell'ampio quadro manipolatorio che condiziona il cosiddetto «gregge», altro termine talmente abusato e per questo sonnecchiosamente accettato dalla gente comune, quella che in fondo si accontenterebbe di vivere e di far vivere nella consapevolezza che l'esistenza dura un attimo e tutti avrebbero il diritto di goderne. Del resto non si vede per quale motivo non debba essere così. Sembra proprio che la terra sia un pianeta sempre più a forma «piramidale», mentre in realtà se qualche ET lo potesse osservare dallo spazio vedrebbe una bellissima sfera colorata a dispetto dell'occhio che tutto vede (ma figuriamoci se questa del «mago onniveggente» è una cosa seria, pur nella sua drammaticità!). In realtà sembra si debba parlare di «piramidi dentro altre piramidi», per limitare al minimo le conoscenze dei gradi inferiori».

Al di là delle apparenze rispetto a un quadro a mio modesto parere tutt'altro che caotico, questa breve riflessione verte quindi sulla fitta rete di entità visibili e invisibili e va ad integrare alcune mie precedenti riflessioni in cui parlavo dell'influenza esercitata dai poteri forti su una moltitudine di cittadini, ormai stanchi e sfiduciati, attraverso il cinema, la musica, le arti figurative, la moda, la televisione e tanta «informazione di guerra» (ecco perché si parla insistentemente di «guerra al coronavirus»). La «potenza di fuoco» che le numerose organizzazioni (con le loro fitte diramazioni) in un lavoro sinergico e ben coordinato grazie anche alle nuove tecnologie dirigono sui popoli (con l'Italia in prima linea) non lascia respiro e tempo di reazione, ma quando una reazione popolare accenna a profilarsi ecco che il termometro dell'emergenza sanitaria sale sino a raggiungere nuovi livelli di guardia. Così le piazze si svuotano e gli ospedali si riempiono, mentre la burocrazia torna a rendersi più asfittica e spietata e le discriminazioni sociali crescono, come progressivamente si assottigliano i diritti acquisiti sino a raggiungere confini pericolosi, coi sindacati che come stelle di finta luce stanno a guardare mentre si compie uno scempio fino a qualche decennio fa inimmaginabile. Prova ne è (poiché a livello mediatico nulla succede a caso) l'abbraccio assai poco fotogenico fra Draghi e Landini, che ha sortito l'effetto di disorientare ulteriormente i lavoratori rimasti e la povera gente, che se già non dorme tremante in stazione dentro un sudicio sacco a pelo, munita di pearcing e di tatuaggi più o meno indelebili, autentici marchi di fabbrica NWO, comincia a preoccuparsi seriamente per il domani aspettando la visita di qualche giornalista dal «cuore d'oro» ma dall'espressione irridente. Un domani che in questo «eterno presente» sembra una meta lontana e in ogni caso difficile da raggiungere. Mi viene in mente un fenomeno, a mio avviso tipico degli adolescenti, per cui il giovane non ancora pienamente adulto vede nuvole nere all'orizzonte e come in un inquietante gioco cabalistico crede di dover morire precocemente a un'età enigmaticamente prestabilita. Ecco, si ha come la sensazione che questa nuova società in forte regressione stia passando gradualmente da un'età adulta che sembrava acquisita (o forse solo «consentita», per non dire «costruita») a uno stato di immaturità molto pronunciato, tanto da dover rientrare in abiti troppo stretti che sembravano definitivamente consegnati all'oblio dei bauli relegati in solai oscuri e polverosi.

Se il quadro è questo, la lotta deve andare avanti in ogni maniera possibile e riprendere vigore, anche quando tutto sembra inutile, nella speranza che all'ultimo minuto del secondo tempo supplementare possa accadere il miracolo che rimetta in sesto la partita (in fondo almeno nel calcio «metafora della vita» - parole e musica di Silvio Berlusconi - è successo tante volte, anche se la semplificazione è palese). Il pensiero di chi ha buona volontà e un minimo di razionalità residua non si deve indebolire, poiché darla vinta a chi sbaglia è altresì sbagliato. La capacità di mantenere la massima concentrazione sul terreno di gioco quando tutto sembra perduto e non si aspetta altro che il fischio finale dell'arbitro forse anch'egli corrotto, è caratteristica dei grandi giocatori e allenatori o selezionatori che dio voglia. Vale a maggior ragione se la metafora è quella del malato grave, che nella fiducia e nella voglia di recuperare almeno un po' di salute è chiamato a non mollare. Il grande premio Nobel Montagnier, di cui esporrò presto l'effigie su un balcone di casa, diceva che «i non punturati» salveranno l'umanità, grazie al loro sistema immunitario non compromesso. Quale migliore auspicio?...

 

                                                                       Davide Crociati

  

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