davidecrociatidibellaria
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Breve riflessione sulla Libertà


Credo che nessuno di noi abbia le ali per poter volare e che i voli della fantasia siano pericolosi nella misura in cui le patologie della mente si sprecano, da che mondo è mondo. A "Sgarbi e Quotidiani" del 10 Gennaio 2006 il Sig. Grillini esprimeva forti contrarietà sulla chiusura dei "locali da sballo" (vedi On. Giovanardi) e ho avvertito l'impulso irrefrenabile di inviare il seguente sms (in diretta): "Dite a "Grillo" che certe discoteche sono la negazione della libertà. Ma che significa, poi, libertà? Può forse essere illimitata? Quale presunzione..." Il "clima di emancipazione" che si respira in una normale discoteca ricorda fin troppo certo"buonismo" che alberga nell'animo dei... fifoni. Si, insomma, parliamoci chiaro: la paura della diversità induce molti individui fragili a seguire la corrente, con la conseguenza che i poveretti sono poi chiamati a fare sforzi a volte sovrumani per auto-convincersi che la debolezza stia in chi rifiuta il conformismo del "divertimento a tutti i costi". Nulla di più falso, ovviamente. Se proprio vogliamo fare un esercizio filosofico un po' bastardo la "libertà estrema" sta anche nella possibilità di sferrare una legnata in testa a chi ci sta antipatico, senza ovviamente doverne riportare eccessive conseguenze legali. Fermo restando che il principio del "chi lo fa l'aspetti" rimarrebbe più valido che mai... Pura utopia, quindi. E chi è più libero di chi si trova nel bel mezzo d'un deserto? Ma noi tutti, oltre che essere privi di ali, manchiamo delle necessarie gobbe... In realtà il mondo che ci ospita è pieno di gente che inorridisce al solo pensiero di doversi auto-gestire, e colui che più necessita del "padrone" inveisce contro quest'ultimo poiché  rappresenta uno specchio della sua umana fragilità (ovviamente per contrasto). Triste, ma è così. Bella anche la libertà dello "spinellato", che trovandosi alla guida di un'auto (magari anche troppo veloce) smarrisce facilmente il senso del tempo e dello spazio rischiando seriamente di finire contro il malcapitato di turno che potrebbe essere nostro fratello, nostra moglie o nostra madre... Chi ancora oggi è per la liberalizzazione delle "droghe leggere" (che comunque gli esperti veri considerano ugualmente pericolose, quanto meno per gli effetti sociali più o meno diretti) ha forse paura di doversi privare di spazi maggiori ritenendosi "al di sopra". Ma al di sopra di che cosa? Perché non riusciamo a capire che il nostro vero benessere passa necessariamente dal benessere altrui? No signori, di sicuro non parlo da santerellino. Basti solo che vi racconti il mio viaggio natalizio a S.Giovanni Rotondo al seguito di un'amica a cui tenevo molto per farvi capire quanto io sia ignobile: duecento rosari, avrò dovuto sopportare, sulla tomba di Padre Pio! Cercavo disperatamente qualcuno che mi facesse compagnia mentre evitavo accuratamente ogni gesto che potesse far sorgere qualche sospetto riguardo alla mia "religiosità" (preferisco apparire per ciò che sono). All'ultimo stadio m'aggrappavo regolarmente ai fanciullini presenti confidando nel loro "incontaminato candore", ma niente da fare: tutti facevano a gara coi genitori per guadagnare il primato in "santità"! Neppure sulla tomba di satanasso avrei sofferto tanto! Alla fine, in forma romanzata, ho dovuto confessarle la pura verità: "...ieri notte ho sognato di trovarmi a Las Vegas..." Per fortuna la mia amica ha capito sorridendo a pieni denti! No, in quei luoghi di culto non mi ci recavo a cuor leggero perché sapevo di essere il classico "pesce fuor d'acqua". Ma, al di là di tutto, un conto è sopportare le altrui "nenie", un conto è assorbire il chiasso assordante e snervante d'una qualsiasi discoteca: si può forse considerare "libertà" l'autolesionismo di tanti giovani senza meta?... E di fatto, per rimanere in tema, per un essere umano rubare e uccidere rappresentano atti di "estrema indipendenza", ma immediato sorge il sospetto che la libertà (quella vera)  stia nell'equilibrio, nel saper convivere coi propri simili senza calpestare nessuno. Utopia, certo, ma può forse un medico che fuma 40 (o anche "soltanto" 4) sigarette al giorno dire al proprio paziente che fumare giova alla salute? Bisogna ricominciare ad avere il coraggio dell'umiltà (che non va confusa con l'ipocrisia). Umiltà di riconoscere le proprie lacune nella speranza di poterle un giorno colmare.   Riguardo alla tanto bistrattata televisione: passi per le tv commerciali che ci evitano il canone, ma la RAI, questa RAI, perchè non offre "di tutto di più" (basterebbe di tutto qualcosa) così come promette soprattutto ogni volta che i cittadini devono recarsi all'ufficio postale col vaglia in mano, facendo code a volte insostenibili? E sempre per non perdere di vista il tema centrale di questa lettera: francamente non credo che i "reality" facciano bene alla salute mentale di chicchesia, e certi studi di chissà quale pazzoide o quanto meno  "faziosissimo" professore universitario americano  poco m'impressionano, perché arriverà il momento in cui più delle carte scritte o di certe facili scenografie fatte di grattacieli (simbolo del potere) conterà l'accresciuta coscienza dei cittadini. Quindi, prima o poi dovremo dire grazie al "Grande fratello" e all' "Isola dei famosi" (verrebbe da dire "dei fumosi"), in barba a chi vorrebbe scolpito sulla pietra il nome di cotanti mediocri: saranno proprio loro a farci capire come in realtà non vorremmo mai essere...   Altra cosa. Parlando di "libertà in musica", ritengo che fra tutti i generi musicali il jazz sia il più "global" in quanto contiene in sé elementi occidentali, africani e orientali. Ma esiste anche certa musica che concettualmente rappresenta uno stadio più avanzato del pensiero umano. Non è la canzone. Trovo piuttosto che sia vergognoso far finta di nulla (o addirittura che certe cose non esistano, in nome dell'arido commercio con tutto il rispetto dovuto al mercato più pulito), sperando che quasi nessuno se ne accorga e che i pochi che "sanno" tacciano per pigrizia e/o per timidezza, per incapacità o, peggio, per "paura"!   Cerco sempre d'insegnare che è più libero chi conosce dieci cose piuttosto che due soltanto... In sostanza, quanto più è ampia la possibilità di scelta, tanto più facile è trovare quell'immagine, quella musica, quell'idea che può far vibrare e attivare (o riattivare) per simpatia importanti corde interiori...

Confesso che quando il dott. Fede ha voluto concludere il suo Tg4 con una canzone di Juliette Greco, non mancando (astutamente, pur denotando un certo buon gusto) di precisare che il Cavaliere ama la canzone francese, mi sono abbastanza riconosciuto in quelle "sonorità magiche" tra musica contemporanea e jazz. Una breve boccata d'ossigeno.  Credo che a priori nessuno lavori per sopraffare il prossimo o per negare a parte della società le meritate soddisfazioni culturali (faccio finta di crederci), ma quando ci si annoia perché i discorsi sono sempre gli stessi; quando si ha la sensazione di indossare abiti ormai troppo stretti; quando ci si rende conto che, superati certi limiti, le aspirazioni di ordine puramente economico sortiscono lo spiacevole effetto di atrofizzare i rami della cultura e del pensiero libero; quando si ha altre sì netta la sensazione che tante forze un tempo allo stato nascente pur avendo finito la loro corsa vengono tenute in vita artificialmente, bloccando il libero flusso di nuove energie; allora qualche riflessione in più bisognerà pure farla...

 

                                                                   Davide Crociati

 

 

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